La Passione in chiaroscuro negli scatti di Toni Campo

Un viaggio fotografico lungo quattordici stazioni in cui il protagonista assoluto è il dolore. Scene di sofferenza universale e insieme soggettiva in mostra a Comiso

di Alessia Franco

Un percorso aspro e insieme di grande dolcezza e vigore espressivo. Si chiama “The Passion” la mostra fotografica di Toni Campo, allestita fino al 24 aprile al mercato civico di piazza delle Erbe a Comiso.

Seconda stazione

Un viaggio lungo quattordici stazioni in cui il protagonista assoluto è il dolore, in tutte le sue declinazioni di umanità. Negli scatti, Campo non fa nulla per dissimulare la lunga esperienza come fotografo di moda, che lo ha portato su riviste del calibro di Vogue. Esalta, anzi, una profonda tecnica nel ritrarre quei corpi avvolti da tutte le sfumature che passano tra il bianco e il nero, corpi che nella loro dolce e tremenda fisicità denunciano una sofferenza tutta umana.

Quarta stazione

Sarà per questo che nei quadri di questa Passione siciliana non c’è spazio per nessun oggetto: anche la Croce, segno di una sofferenza universale e insieme soggettiva, è sottintesa, mimata, e proprio per questo forse ancora più presente. Così come invisibili e inudibili, eppure eccezionalmente vividi, sono le percosse, il palo a cui il Cristo è legato. Inudibili sono gli insulti: ma chi guarda percepisce il mondo in quello spazio e in quel tempo lontani, quando il cielo si fece livido e la terra pianse.

La forza della mostra di Campo sta proprio nel ricreare archetipi – la madre, il figlio, la vita, la morte – che plasmandosi su corpi veri diventano dolore fisico universale, che si scioglie nel riposo finale del Cristo, avvolto finalmente nel sudario. Da non perdere.

Un viaggio fotografico lungo quattordici stazioni in cui il protagonista assoluto è il dolore. Scene di sofferenza universale e insieme soggettiva in mostra a Comiso

di Alessia Franco

Un percorso aspro e insieme di grande dolcezza e vigore espressivo. Si chiama “The Passion” la mostra fotografica di Toni Campo, allestita fino al 24 aprile al mercato civico di piazza delle Erbe a Comiso.

Seconda stazione

Un viaggio lungo quattordici stazioni in cui il protagonista assoluto è il dolore, in tutte le sue declinazioni di umanità. Negli scatti, Campo non fa nulla per dissimulare la lunga esperienza come fotografo di moda, che lo ha portato su riviste del calibro di Vogue. Esalta, anzi, una profonda tecnica nel ritrarre quei corpi avvolti da tutte le sfumature che passano tra il bianco e il nero, corpi che nella loro dolce e tremenda fisicità denunciano una sofferenza tutta umana.

Quarta stazione

Sarà per questo che nei quadri di questa Passione siciliana non c’è spazio per nessun oggetto: anche la Croce, segno di una sofferenza universale e insieme soggettiva, è sottintesa, mimata, e proprio per questo forse ancora più presente. Così come invisibili e inudibili, eppure eccezionalmente vividi, sono le percosse, il palo a cui il Cristo è legato. Inudibili sono gli insulti: ma chi guarda percepisce il mondo in quello spazio e in quel tempo lontani, quando il cielo si fece livido e la terra pianse.

La forza della mostra di Campo sta proprio nel ricreare archetipi – la madre, il figlio, la vita, la morte – che plasmandosi su corpi veri diventano dolore fisico universale, che si scioglie nel riposo finale del Cristo, avvolto finalmente nel sudario. Da non perdere.

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