Il Ponte dell’Ammiraglio a rischio, si corre ai ripari per salvarlo

Uno dei gioielli dell’itinerario arabo-normanno di Palermo è seriamente minacciato da umidità e lesioni alla struttura. La Soprintendenza ha indetto una gara per avviare lavori di restauro e consolidamento

di Giulio Giallombardo

Sotto i suoi archi scorreva l’Oreto e sopra, sulle sue rampe, si fece la storia di Palermo. Adesso il Ponte dell’Ammiraglio, uno dei gioielli dell’itinerario arabo-normanno tutelato dall’Unesco, ha bisogno di un urgente intervento di manutenzione. Il monumento è seriamente minacciato da umidità e infiltrazioni e in più punti sono presenti profonde lesioni che compromettono l’integrità del bene.

Per questo, la Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo ha recentemente indetto una gara per avviare lavori di restauro e consolidamento del ponte, stanziando un importo complessivo di 100mila euro. “C’è urgente necessità di intervenire sulla struttura muraria – spiega il soprintendente di Palermo, Lina Bellanca, a Le Vie dei Tesori News – . L’erba cresciuta sul basolato causa infiltrazioni d’acqua con conseguente assorbimento di umidità che può portare a danni più gravi. Poi ci sono alcuni punti in cui il materiale lapideo ha bisogno di essere ripreso, insomma, è necessario intervenire quanto prima, vista anche l’importanza del monumento, che fa parte dell’itinerario Unesco”.

Da sempre simbolo di collegamento tra il centro di Palermo e la sua periferia, il ponte prende il nome dall’ammiraglio di re Ruggero II, Giorgio d’Antiochia, che lo fece costruire tra il 1130 e il 1140. Il monumento, edificato da maestranze musulmane esperte d’ingegneria, è un esempio perfetto di solidità architettonica, nonostante il peso dei secoli e la mancanza di manutenzione stiano mettendo a dura prova la sua resistenza. Fu costruito sopra il fiume Oreto, prima che ne fosse deviato il corso, diventando snodo cruciale per la viabilità: costituiva, infatti, una delle principali vie d’accesso alla città, quando era raggiungibile solo dalla strada litoranea.

La sua storia è segnata da una data: 27 maggio 1860. Quel giorno sul ponte avvenne la battaglia tra le truppe borboniche e i rivoltosi, nel corso della spedizione dei Mille, che di fatto spianò la strada ai garibaldini verso la conquista di Palermo. Oggi, anche per la posizione più periferica, nonostante la vicina fermata del tram, sembra essere diventato il fanalino di coda dell’itinerario Unesco. Ma il prossimo restauro potrebbe dare una spinta in più ad una riqualificazione che non è mai decollata del tutto.

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Uno dei gioielli dell’itinerario arabo-normanno di Palermo è seriamente minacciato da umidità e lesioni alla struttura. La Soprintendenza ha indetto una gara per avviare lavori di restauro e consolidamento

di Giulio Giallombardo

Sotto i suoi archi scorreva l’Oreto e sopra, sulle sue rampe, si fece la storia di Palermo. Adesso il Ponte dell’Ammiraglio, uno dei gioielli dell’itinerario arabo-normanno tutelato dall’Unesco, ha bisogno di un urgente intervento di manutenzione. Il monumento è seriamente minacciato da umidità e infiltrazioni e in più punti sono presenti profonde lesioni che compromettono l’integrità del bene.

Per questo, la Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo ha recentemente indetto una gara per avviare lavori di restauro e consolidamento del ponte, stanziando un importo complessivo di 100mila euro. “C’è urgente necessità di intervenire sulla struttura muraria – spiega il soprintendente di Palermo, Lina Bellanca, a Le Vie dei Tesori News – . L’erba cresciuta sul basolato causa infiltrazioni d’acqua con conseguente assorbimento di umidità che può portare a danni più gravi. Poi ci sono alcuni punti in cui il materiale lapideo ha bisogno di essere ripreso, insomma, è necessario intervenire quanto prima, vista anche l’importanza del monumento, che fa parte dell’itinerario Unesco”.

Da sempre simbolo di collegamento tra il centro di Palermo e la sua periferia, il ponte prende il nome dall’ammiraglio di re Ruggero II, Giorgio d’Antiochia, che lo fece costruire tra il 1130 e il 1140. Il monumento, edificato da maestranze musulmane esperte d’ingegneria, è un esempio perfetto di solidità architettonica, nonostante il peso dei secoli e la mancanza di manutenzione stiano mettendo a dura prova la sua resistenza. Fu costruito sopra il fiume Oreto, prima che ne fosse deviato il corso, diventando snodo cruciale per la viabilità: costituiva, infatti, una delle principali vie d’accesso alla città, quando era raggiungibile solo dalla strada litoranea.

La sua storia è segnata da una data: 27 maggio 1860. Quel giorno sul ponte avvenne la battaglia tra le truppe borboniche e i rivoltosi, nel corso della spedizione dei Mille, che di fatto spianò la strada ai garibaldini verso la conquista di Palermo. Oggi, anche per la posizione più periferica, nonostante la vicina fermata del tram, sembra essere diventato il fanalino di coda dell’itinerario Unesco. Ma il prossimo restauro potrebbe dare una spinta in più ad una riqualificazione che non è mai decollata del tutto.

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2 Comments

  1. encomiabile lavoro di raccolta e divulgazione del patrimonio storico,urbanistico e architettonico.
    grazie

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