Fatti in carcere, venduti nei musei: l’arte si fa solidale

Piccoli oggetti d’artigianato realizzati dai detenuti si potranno acquistare nei più importanti siti culturali di Siracusa. È la tappa conclusiva del progetto “Mercanti del tempo”

di Giulio Giallombardo

Frammenti di storia che diventano simboli di riscatto. Teste di gorgoni, antiche monete, bassorilievi, maschere greche e reperti si fanno in cento per raccontare storie di speranza e di inclusione. Sono i piccoli oggetti d’arte forgiati dai detenuti della Casa di reclusione di Augusta, che saranno venduti a Siracusa, in alcuni siti culturali, tra cui il museo archeologico regionale “Paolo Orsi”, il parco archeologico della Neapolis e la Galleria regionale di Palazzo Bellomo, tutti spazi gestiti da Civita Sicilia. È la tappa conclusiva del progetto “Mercanti del tempo”, promosso dalla cooperativa sociale L’Arcolaio e finanziato dai club Rotary di Augusta, Lentini e Siracusa.

Terracotta raffigurante la Gorgone

Il progetto durato due mesi e terminato a dicembre, ha avuto l’obiettivo di formare un gruppo composto da una decina di detenuti, nella realizzazione di circa 700 pezzi di terracotta, che riproducono alcuni dei tesori custoditi nel museo archeologico siracusano. Il sogno è quello di creare nuovi artigiani, capaci di produrre manufatti artistici e di avviare un’attività lavorativa che possa proseguire nel tempo, grazie alla vendita sul mercato degli oggetti realizzati. Così, l’equipe di maestri d’arte, capeggiata da Gerlando Pantano, restauratore del museo “Orsi”, insieme a Federica Marchesan, Salvatore Melita e Samantha Intelisano, ha guidato i detenuti che hanno imparato a impastare l’argilla, stenderla sugli stampi, infornarla e rifinirla, dando vita a centinaia di pezzi unici.

Gli stampi delle terracotte

La collezione, che sarà messa in vendita anche alla Galleria civica Montevergini, dove è in corso la mostra “Archimede a Siracusa”, viene presentata domenica 7 aprile alle 11 al Museo “Orsi”, alla presenza del sindaco Francesco Italia, della direttrice del museo Maria Musumeci, del coordinatore del progetto Giovanni Romano e dell’amministratore delegato di Civita Sicilia, Renata Sansone. Gli oggetti raffigurano teste di gorgone, il Portello di Castelluccio di Noto, maschere teatrali, una moneta con l’effige di Aretusa da un lato e dall’altro una quadriga, e un’altra moneta con Archimede. Il pezzi più piccoli, a cui è stato applicato un magnete, hanno un costo che si aggira sui 5 euro, mentre i più grandi vanno dai 12 ai 15 euro e sono corredati da un piccolo cavalletto in legno. Il ricavato delle vendite sarà reinvestito nel progetto.

Terracotta con moneta raffigurante Archimede

“Siamo in una fase delicata del nostro lavoro, una specie di prova del fuoco – ha spiegato a Le Vie dei Tesori News, Giovanni Romano della cooperativa L’Arcolaio – tutto dipenderà da come andranno le vendite e dalla risposta da parte dei visitatori dei nostri siti culturali. È stata un’esperienza importante, dal grande valore educativo. I detenuti che hanno partecipato al progetto sono stati fortemente gratificati dal lavoro svolto, e si è creato un bellissimo clima con il gruppo dei formatori. Noi siamo convinti che solo in questo modo, portando delle attività che abbiano una forte valenza educativa, il carcere riesca a svolgere la sua funzione più importante”.

Dal 2003, la cooperativa L’Arcolaio lavora per il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti e di altre categorie svantaggiate. Produce dolci della tradizione siciliana, realizzati all’interno della Casa circondariale di Siracusa, e si occupa anche di agricoltura sociale, dopo aver recuperato 13 ettari di terreni abbandonati nelle campagne di Noto. Un esempio di sviluppo solidale e sostenibile del territorio.

Piccoli oggetti d’artigianato realizzati dai detenuti si potranno acquistare nei più importanti siti culturali di Siracusa. È la tappa conclusiva del progetto “Mercanti del tempo”

di Giulio Giallombardo

Frammenti di storia che diventano simboli di riscatto. Teste di gorgoni, antiche monete, bassorilievi, maschere greche e reperti si fanno in cento per raccontare storie di speranza e di inclusione. Sono i piccoli oggetti d’arte forgiati dai detenuti della Casa di reclusione di Augusta, che saranno venduti a Siracusa, in alcuni siti culturali, tra cui il museo archeologico regionale “Paolo Orsi”, il parco archeologico della Neapolis e la Galleria regionale di Palazzo Bellomo, tutti spazi gestiti da Civita Sicilia. È la tappa conclusiva del progetto “Mercanti del tempo”, promosso dalla cooperativa sociale L’Arcolaio e finanziato dai club Rotary di Augusta, Lentini e Siracusa.

Terracotta raffigurante la Gorgone

Il progetto durato due mesi e terminato a dicembre, ha avuto l’obiettivo di formare un gruppo composto da una decina di detenuti, nella realizzazione di circa 700 pezzi di terracotta, che riproducono alcuni dei tesori custoditi nel museo archeologico siracusano. Il sogno è quello di creare nuovi artigiani, capaci di produrre manufatti artistici e di avviare un’attività lavorativa che possa proseguire nel tempo, grazie alla vendita sul mercato degli oggetti realizzati. Così, l’equipe di maestri d’arte, capeggiata da Gerlando Pantano, restauratore del museo “Orsi”, insieme a Federica Marchesan, Salvatore Melita e Samantha Intelisano, ha guidato i detenuti che hanno imparato a impastare l’argilla, stenderla sugli stampi, infornarla e rifinirla, dando vita a centinaia di pezzi unici.

Gli stampi delle terracotte

La collezione, che sarà messa in vendita anche alla Galleria civica Montevergini, dove è in corso la mostra “Archimede a Siracusa”, viene presentata domenica 7 aprile alle 11 al Museo “Orsi”, alla presenza del sindaco Francesco Italia, della direttrice del museo Maria Musumeci, del coordinatore del progetto Giovanni Romano e dell’amministratore delegato di Civita Sicilia, Renata Sansone. Gli oggetti raffigurano teste di gorgone, il Portello di Castelluccio di Noto, maschere teatrali, una moneta con l’effige di Aretusa da un lato e dall’altro una quadriga, e un’altra moneta con Archimede. Il pezzi più piccoli, a cui è stato applicato un magnete, hanno un costo che si aggira sui 5 euro, mentre i più grandi vanno dai 12 ai 15 euro e sono corredati da un piccolo cavalletto in legno. Il ricavato delle vendite sarà reinvestito nel progetto.

Terracotta con moneta raffigurante Archimede

“Siamo in una fase delicata del nostro lavoro, una specie di prova del fuoco – ha spiegato a Le Vie dei Tesori News, Giovanni Romano della cooperativa L’Arcolaio – tutto dipenderà da come andranno le vendite e dalla risposta da parte dei visitatori dei nostri siti culturali. È stata un’esperienza importante, dal grande valore educativo. I detenuti che hanno partecipato al progetto sono stati fortemente gratificati dal lavoro svolto, e si è creato un bellissimo clima con il gruppo dei formatori. Noi siamo convinti che solo in questo modo, portando delle attività che abbiano una forte valenza educativa, il carcere riesca a svolgere la sua funzione più importante”.

Dal 2003, la cooperativa L’Arcolaio lavora per il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti e di altre categorie svantaggiate. Produce dolci della tradizione siciliana, realizzati all’interno della Casa circondariale di Siracusa, e si occupa anche di agricoltura sociale, dopo aver recuperato 13 ettari di terreni abbandonati nelle campagne di Noto. Un esempio di sviluppo solidale e sostenibile del territorio.

Hai letto questi articoli?
Articolo PrecedenteProssimo Articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le vie dei Tesori News

Send this to a friend