Che fine ha fatto Abadir? Fermi i corsi a San Martino

L’Accademia di Belle arti e di restauro, nonostante il rinnovo del collegio dei docenti, ha sospeso le attività per mancanza di iscritti. I corsi, da quest’anno, non sono iniziati, mettendo in crisi un’istituzione diventata punto di riferimento culturale per il territorio

di Giulio Giallombardo

Aule vuote ad Abadir. L’Accademia di Belle arti e di restauro di San Martino delle Scale ha sospeso le attività per mancanza di iscritti. I corsi, da quest’anno, non sono partiti, mettendo in crisi un’istituzione diventata punto di riferimento culturale per il territorio. Eppure, la comunità monastica a due passi da Palermo, sembrava aver vinto la scommessa, dando vita ad un centro per l’arte ed il restauro, protagonista della salvaguardia di tantissime opere. Ma gli iscritti, sono gradualmente diminuiti negli anni, ed anche recenti inciampi burocratici col Miur hanno costretto la direzione didattica ad interrompere le lezioni.

Il chiostro dell’abbazia di San Martino delle Scale

“Stiamo tenendo duro per salvare l’Accademia, – spiega a Le Vie dei Tesori News, don Mariano Colletta, direttore amministrativo di Abadir – ma la mancanza di iscrizioni non ci aiuta, stiamo lavorando per cercare di rientrare nel circuito didattico, ma ci sono alcune difficoltà che dobbiamo superare”. Tuttavia le prospettive di rilancio non mancano, grazie ad un collegio dei docenti rinnovato, sotto la direzione di Vito Chiaramonte, che ha coinvolto personalità di spicco del panorama artistico e intellettuale della città: dai pittori Andrea Buglisi, Igor Scalisi Palminteri, Riccardo Brugnone e Giuseppe Vassallo, alle storiche dell’arte Agata Polizzi e Valentina Bruschi. Nessuno di loro ha, però, potuto iniziare l’attività didattica, che sarebbe dovuta partire con il nuovo anno accademico.

Fondata negli anni ’90 da don Salvatore Leonarda, abate del monastero, Abadir ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio artistico siciliano, formando diversi professionisti. L’accademia fa parte, inoltre, di Elia, acronimo di European League Institutes of the Arts, organizzazione che comprende tra i suoi associati facoltà di belle arti europee, accademie italiane pubbliche e private, scuole ed istituti specializzati d’arte internazionali. Tante le discipline previste dall’offerta formativa: pittura e tecniche pittoriche, iconografia e disegno anatomico, incisione, cromatologia, restauro per la pittura, del legno, della carta e di materiali lapidei, fino alle discipline teoriche come storia dell’arte, estetica, teoria della percezione e fenomenologia delle arti applicate. Attualmente, però, è accreditato dal Miur il solo triennio di pittura, in attesa di dirimere il nodo ministeriale dell’attribuzione del quinquennio di restauro, e sono attivi alcuni laboratori.

L’abbazia di San Martino in una stampa d’epoca

Per rilanciare le attività, in vista del prossimo anno accademico, la direzione didattica, d’accordo col collegio dei docenti, ha deciso di avviare già da questo mese, un piano di orientamento nelle scuole della Sicilia occidentale e centrale. “Sarà l’occasione per far conoscere Abadir in tutti gli istituti che possono essere interessati alla proposta formativa – ha spiegato il direttore didattico Chiaramonte – , ma soprattutto servirà a comunicare il nuovo indirizzo di Abadir, dedicato alla dimensione urbana e pubblica della pittura, come la street art e le manifestazioni urbane dell’arte contemporanea. È importante far capire agli studenti che non esiste una competizione tra l’Accademia di Belle Arti e Abadir, la prima fa una scelta massiva e tradizionale di qualità, la nostra offerta, invece, ha una specificità chiara, ovvero legare la riflessione sulla pittura alle arti urbane, cosa che non è facile trovare in altre realtà formative”.

L’Accademia di Belle arti e di restauro, nonostante il rinnovo del collegio dei docenti, ha sospeso le attività per mancanza di iscritti. I corsi, da quest’anno, non sono iniziati, mettendo in crisi un’istituzione diventata punto di riferimento culturale per il territorio

di Giulio Giallombardo

Aule vuote ad Abadir. L’Accademia di Belle arti e di restauro di San Martino delle Scale ha sospeso le attività per mancanza di iscritti. I corsi, da quest’anno, non sono partiti, mettendo in crisi un’istituzione diventata punto di riferimento culturale per il territorio. Eppure, la comunità monastica a due passi da Palermo, sembrava aver vinto la scommessa, dando vita ad un centro per l’arte ed il restauro, protagonista della salvaguardia di tantissime opere. Ma gli iscritti, sono gradualmente diminuiti negli anni, ed anche recenti inciampi burocratici col Miur hanno costretto la direzione didattica ad interrompere le lezioni.

Il chiostro dell’abbazia di San Martino delle Scale

“Stiamo tenendo duro per salvare l’Accademia, – spiega a Le Vie dei Tesori News, don Mariano Colletta, direttore amministrativo di Abadir – ma la mancanza di iscrizioni non ci aiuta, stiamo lavorando per cercare di rientrare nel circuito didattico, ma ci sono alcune difficoltà che dobbiamo superare”. Tuttavia le prospettive di rilancio non mancano, grazie ad un collegio dei docenti rinnovato, sotto la direzione di Vito Chiaramonte, che ha coinvolto personalità di spicco del panorama artistico e intellettuale della città: dai pittori Andrea Buglisi, Igor Scalisi Palminteri, Riccardo Brugnone e Giuseppe Vassallo, alle storiche dell’arte Agata Polizzi e Valentina Bruschi. Nessuno di loro ha, però, potuto iniziare l’attività didattica, che sarebbe dovuta partire con il nuovo anno accademico.

Fondata negli anni ’90 da don Salvatore Leonarda, abate del monastero, Abadir ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio artistico siciliano, formando diversi professionisti. L’accademia fa parte, inoltre, di Elia, acronimo di European League Institutes of the Arts, organizzazione che comprende tra i suoi associati facoltà di belle arti europee, accademie italiane pubbliche e private, scuole ed istituti specializzati d’arte internazionali. Tante le discipline previste dall’offerta formativa: pittura e tecniche pittoriche, iconografia e disegno anatomico, incisione, cromatologia, restauro per la pittura, del legno, della carta e di materiali lapidei, fino alle discipline teoriche come storia dell’arte, estetica, teoria della percezione e fenomenologia delle arti applicate. Attualmente, però, è accreditato dal Miur il solo triennio di pittura, in attesa di dirimere il nodo ministeriale dell’attribuzione del quinquennio di restauro, e sono attivi alcuni laboratori.

Per rilanciare le attività, in vista del prossimo anno accademico, la direzione didattica, d’accordo col collegio dei docenti, ha deciso di avviare già da questo mese, un piano di orientamento nelle scuole della Sicilia occidentale e centrale. “Sarà l’occasione per far conoscere Abadir in tutti gli istituti che possono essere interessati alla proposta formativa – ha spiegato il direttore didattico Chiaramonte – , ma soprattutto servirà a comunicare il nuovo indirizzo di Abadir, dedicato alla dimensione urbana e pubblica della pittura, come la street art e le manifestazioni urbane dell’arte contemporanea. È importante far capire agli studenti che non esiste una competizione tra l’Accademia di Belle Arti e Abadir, la prima fa una scelta massiva e tradizionale di qualità, la nostra offerta, invece, ha una specificità chiara, ovvero legare la riflessione sulla pittura alle arti urbane, cosa che non è facile trovare in altre realtà formative”.

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