Torna “Esperienza inSegna”, il festival della scienza

Prevista la partecipazione di 84 scuole, con centinaia di studenti e docenti. Nove giorni all’insegna di laboratori, workshop e conferenze

di Redazione

Conto alla rovescia per la nuova edizione del festival “Esperienza inSegna”, la manifestazione scientifica ad ampio respiro, costruita intorno a tematiche annuali e organizzata dall’associazione Palermoscienza, con la partecipazione dell’Università di Palermo. L’evento si svolgerà dal 20 al 28 febbraio in viale delle Scienze e prevede la partecipazione di 84 scuole, 850 studenti, 310 insegnanti, 260 exhibit, 138 espositori, 70 laboratori e workshop e 18 conferenze.

La manifestazione, che quest’anno ha come titolo “Cambiamento”, si basa sull’idea che la trasmissione del sapere avvenga in modo da lasciare un segno sui visitatori, attraverso attività di divulgazione scientifica rivolte alla città, alle scuole e alle istituzioni. Si tratta della più importante manifestazione scientifica del Mezzogiorno, che coinvolge ogni anno i più grandi punti di riferimento della Sicilia, con tanti appuntamenti, tra incontri, convegni e laboratori.

L’associazione Palermoscienza nasce dall’esigenza di offrire in Sicilia la possibilità di sperimentare attività di comunicazione delle scienze in situazioni informali. Da qualche anno gli studenti in un numero crescente di scuole sono stati protagonisti ed animatori di mostre di exhibit da loro prodotti. L’attività svolta nelle diverse edizioni di “Esperienza inSegna” ha sempre suscitato grande interesse tra i visitatori, favorito una crescita culturale tra gli espositori ed è risultato, altresì, evidente il desiderio di stabilire in maniera non episodica un rapporto “amichevole” con il mondo delle scienze.

Quest’anno è cambiata la modalità per prenotare una visita alla manifestazione. Il cambiamento, tema di quest’anno, è sempre mirato a fornire un servizio più efficiente. A differenza degli scorsi anni non sarà più possibile prenotare tramite mail o mediante una telefonata. Occorrerà pre-iscriversi compilando un modulo disponibile a questo link. Per informazioni telefonare al 3887251384.

Prevista la partecipazione di 84 scuole, con centinaia di studenti e docenti. Nove giorni all’insegna di laboratori, workshop e conferenze

di Redazione

Conto alla rovescia per la nuova edizione del festival “Esperienza inSegna”, la manifestazione scientifica ad ampio respiro, costruita intorno a tematiche annuali e organizzata dall’associazione Palermoscienza, con la partecipazione dell’Università di Palermo. L’evento si svolgerà dal 20 al 28 febbraio in viale delle Scienze e prevede la partecipazione di 84 scuole, 850 studenti, 310 insegnanti, 260 exhibit, 138 espositori, 70 laboratori e workshop e 18 conferenze.

La manifestazione, che quest’anno ha come titolo “Cambiamento”, si basa sull’idea che la trasmissione del sapere avvenga in modo da lasciare un segno sui visitatori, attraverso attività di divulgazione scientifica rivolte alla città, alle scuole e alle istituzioni. Si tratta della più importante manifestazione scientifica del Mezzogiorno, che coinvolge ogni anno i più grandi punti di riferimento della Sicilia, con tanti appuntamenti, tra incontri, convegni e laboratori.

L’associazione Palermoscienza nasce dall’esigenza di offrire in Sicilia la possibilità di sperimentare attività di comunicazione delle scienze in situazioni informali. Da qualche anno gli studenti in un numero crescente di scuole sono stati protagonisti ed animatori di mostre di exhibit da loro prodotti. L’attività svolta nelle diverse edizioni di “Esperienza inSegna” ha sempre suscitato grande interesse tra i visitatori, favorito una crescita culturale tra gli espositori ed è risultato, altresì, evidente il desiderio di stabilire in maniera non episodica un rapporto “amichevole” con il mondo delle scienze.

Quest’anno è cambiata la modalità per prenotare una visita alla manifestazione. Il cambiamento, tema di quest’anno, è sempre mirato a fornire un servizio più efficiente. A differenza degli scorsi anni non sarà più possibile prenotare tramite mail o mediante una telefonata. Occorrerà pre-iscriversi compilando un modulo disponibile a questo link. Per informazioni telefonare al 3887251384.

Hai letto questi articoli?

Quel rito mediatico chiamato Montalbano

In occasione delle nuove puntate della serie tv, il Museo Pasqualino organizza una visione collettiva critica con il semiologo Gianfranco Marrone

di Giulio Giallombardo

Vent’anni e non sentirli. Il commissario Montalbano diventa grande, tanto che le pagine di un libro gli stanno strette da un po’ di tempo. Il personaggio creato da Andrea Camilleri è uscito ormai dai confini del testo letterario, per trasformarsi in feticcio mediatico grazie soprattutto alla seguitissima serie televisiva. Ma non mancano apparizioni in altri media e con linguaggi diversi: radio, saggistica, fumetti, cd-rom, fino al dibattito politico. Il volto ormai è quello di Luca Zingaretti, attore che ha incarnato un personaggio piacevole e scontroso insieme, in cui convivono contrasti e pulsioni opposte.

La copertina del libro “Storia di Montalbano”

Quando manca ormai poco alla messa in onda delle due nuove puntate della serie televisiva su Rai Uno, con cui si festeggiano i vent’anni del commissario più famoso d’Italia, il Museo Antonio Pasqualino di Palermo ha organizzato una visione collettiva critica, curata dal semiologo Gianfranco Marrone, autore del libro “Storia di Montalbano”, volume che fa parte dei Nuovi quaderni del Circolo semiologico siciliano, editi dal Museo Pasqualino. L’appuntamento è per lunedì 11 e 18 febbraio alle 20.45, in occasione della messa in onda dei nuovi episodi “L’altro capo del filo” e “Un diario del ’43”. Non è un caso che la sede degli incontri sia proprio il Museo della Marionette, alla luce dell’accostamento fatto dal semiologo palermitano, tra la figura di Montalbano e le vicende dei paladini di Francia.

“La struttura e l’organizzazione delle storie di Montalbano sono molto simili a quelle di Orlando e compagni – spiega Marrone a Le Vie dei Tesori News – . L’oralità, la scrittura, la ripetizione, la serialità, la popolarità, e così via. Così come le storie dei paladini erano materiale popolare, poi rielaborato letterariamente, anche in Camilleri c’è un continuo passaggio dalla letteratura ai media e viceversa, con uno scambio tra contesti diversi”.

Gianfranco Marrone

Ci sono poi i temi d’attualità, sempre presenti in quel di Vigata, come quello dei migranti a cui è dedicato l’episodio “L’altro capo del filo”, la cui messa in onda sta suscitando diverse polemiche, alla luce del dibattito attuale sul caso Diciotti e la vicenda della nave Sea Watch. “Mi fa sorridere questo clamore suscitato dai temi di attualità – commenta il semiologo – , sembra che nessuno si sia mai accorto che in tutte le storie di Montalbano, c’è sempre stato un riferimento alle questioni sociali e politiche e alla cronaca, con temi come mafia, prostituzione, pedofilia, droga e così via. Uno dei più importanti da sempre è proprio quello dell’immigrazione, già dal primissimo racconto, ‘Il ladro di merendine’, Montalbano quando nuota sbatte contro i cadaveri degli immigrati. Non è neanche un mistero che lo stesso Camilleri, prenda regolarmente posizione su questi temi”.

Nel corso delle due serate, ci sarà tempo anche per la convivialità, anche questo tema caro sia a Camilleri che al suo personaggio, che ormai pirandellianamente vive di vita propria. Dopo la visione critica ad ingresso libero, preceduta da una presentazione fatta dal semiologo, seguirà una degustazione gratuita di birre artigianali e arancine. Del resto, dove c’è Montalbano, il buon cibo non può mancare.

In occasione delle nuove puntate della serie tv, il Museo Pasqualino organizza una visione collettiva critica con il semiologo Gianfranco Marrone

di Giulio Giallombardo

Vent’anni e non sentirli. Il commissario Montalbano diventa grande, tanto che le pagine di un libro gli stanno strette da un po’ di tempo. Il personaggio creato da Andrea Camilleri è uscito ormai dai confini del testo letterario, per trasformarsi in feticcio mediatico grazie soprattutto alla seguitissima serie televisiva. Ma non mancano apparizioni in altri media e con linguaggi diversi: radio, saggistica, fumetti, cd-rom, fino al dibattito politico. Il volto ormai è quello di Luca Zingaretti, attore che ha incarnato un personaggio piacevole e scontroso insieme, in cui convivono contrasti e pulsioni opposte.

La copertina del libro “Storia di Montalbano”

Quando manca ormai poco alla messa in onda delle due nuove puntate della serie televisiva su Rai Uno, con cui si festeggiano i vent’anni del commissario più famoso d’Italia, il Museo Antonio Pasqualino di Palermo ha organizzato una visione collettiva critica, curata dal semiologo Gianfranco Marrone, autore del libro “Storia di Montalbano”, volume che fa parte dei Nuovi quaderni del Circolo semiologico siciliano, editi dal Museo Pasqualino. L’appuntamento è per lunedì 11 e 18 febbraio alle 20.45, in occasione della messa in onda dei nuovi episodi “L’altro capo del filo” e “Un diario del ’43”. Non è un caso che la sede degli incontri sia proprio il Museo della Marionette, alla luce dell’accostamento fatto dal semiologo palermitano, tra la figura di Montalbano e le vicende dei paladini di Francia.

“La struttura e l’organizzazione delle storie di Montalbano sono molto simili a quelle di Orlando e compagni – spiega Marrone a Le Vie dei Tesori News – . L’oralità, la scrittura, la ripetizione, la serialità, la popolarità, e così via. Così come le storie dei paladini erano materiale popolare, poi rielaborato letterariamente, anche in Camilleri c’è un continuo passaggio dalla letteratura ai media e viceversa, con uno scambio tra contesti diversi”.

Gianfranco Marrone

Ci sono poi i temi d’attualità, sempre presenti in quel di Vigata, come quello dei migranti a cui è dedicato l’episodio “L’altro capo del filo”, la cui messa in onda sta suscitando diverse polemiche, alla luce del dibattito attuale sul caso Diciotti e la vicenda della nave Sea Watch. “Mi fa sorridere questo clamore suscitato dai temi di attualità – commenta il semiologo – , sembra che nessuno si sia mai accorto che in tutte le storie di Montalbano, c’è sempre stato un riferimento alle questioni sociali e politiche e alla cronaca, con temi come mafia, prostituzione, pedofilia, droga e così via. Uno dei più importanti da sempre è proprio quello dell’immigrazione, già dal primissimo racconto, ‘Il ladro di merendine’, Montalbano quando nuota sbatte contro i cadaveri degli immigrati. Non è neanche un mistero che lo stesso Camilleri, prenda regolarmente posizione su questi temi”.

Nel corso delle due serate, ci sarà tempo anche per la convivialità, anche questo tema caro sia a Camilleri che al suo personaggio, che ormai pirandellianamente vive di vita propria. Dopo la visione critica ad ingresso libero, preceduta da una presentazione fatta dal semiologo, seguirà una degustazione gratuita di birre artigianali e arancine. Del resto, dove c’è Montalbano, il buon cibo non può mancare.

Hai letto questi articoli?

Incisioni da tutto il mondo per celebrare la donna

Fa tappa a Palermo la mostra itinerante che sta girando l’Europa, con la storica collezione dell’Associazione italiana Ex Libris

di Redazione

Un omaggio alla figura femminile nell’arte. Questo il messaggio della mostra dal titolo “Eva. La donna Eterna”, promossa dall’Associazione italiana Ex Libris (Aie). Tra le duecento opere in esposizione di 150 artisti e incisori di tutto il mondo, dall’inizio del Novecento ai giorni nostri, saranno presenti anche le incisioni di 33 studenti del corso di grafica d’arte del dipartimento Arti Visive, a cura dei professori Riccardo Mazzarino e Giovanni D’Alessandro con la partecipazione professoressa Loredana Dioguardi della Scuola di Grafica d’Arte e tecniche dell’incisione.

La mostra si inaugura a Palermo giovedì 7 febbraio, alle 17, nella Galleria “L’Altro” in via Torremuzza e sarà aperta al pubblico sino al 24 febbraio. La rassegna di incisioni è itinerante ed ha già toccato le città di Atene, Praga, Veliko Tarnovo e Varna in Bulgaria, Creta e a metà marzo sarà a Sint Niklaas, in Belgio. Le opere in esposizione appartengono alla ricca collezione dell’Associazione italiana Ex Libris, con 30 anni di attività, e che ha raccolto il patrimonio dell’Associazione Bnel di Milano.

La mostra è articolata in due sezioni: nella prima sono raccolte le incisioni della collezione storica dell’Associazione, con anche alcune xilografie di inizio ‘900, mentre nella seconda si possono ammirare i lavori realizzati dai più importanti artisti contemporanei. Accanto alle grafiche di Luigi Bompard, Celeste Guidi ed Ernesto Guffanti, sono esposte le calcografie dei grandi incisori di oggi, Jurij Jakovenko, Edward Penkov, Peter Velikov, Hristo Kerin, solo per citarne alcuni.

All’inaugurazione saranno presenti, tra gli altri, il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, Mario Zito, e Angelo Sampietro, presidente Aie. L’ingresso è gratuito da lunedì a sabato, dalle 17 alle 20. Al mattino su appuntamento chiamando il 3473012222.

Fa tappa a Palermo la mostra itinerante che sta girando l’Europa, con la storica collezione dell’Associazione italiana Ex Libris

di Redazione

Un omaggio alla figura femminile nell’arte. Questo il messaggio della mostra dal titolo “Eva. La donna Eterna”, promossa dall’Associazione italiana Ex Libris (Aie). Tra le duecento opere in esposizione di 150 artisti e incisori di tutto il mondo, dall’inizio del Novecento ai giorni nostri, saranno presenti anche le incisioni di 33 studenti del corso di grafica d’arte del dipartimento Arti Visive, a cura dei professori Riccardo Mazzarino e Giovanni D’Alessandro con la partecipazione professoressa Loredana Dioguardi della Scuola di Grafica d’Arte e tecniche dell’incisione.

La mostra si inaugura a Palermo giovedì 7 febbraio, alle 17, nella Galleria “L’Altro” in via Torremuzza e sarà aperta al pubblico sino al 24 febbraio. La rassegna di incisioni è itinerante ed ha già toccato le città di Atene, Praga, Veliko Tarnovo e Varna in Bulgaria, Creta e a metà marzo sarà a Sint Niklaas, in Belgio. Le opere in esposizione appartengono alla ricca collezione dell’Associazione italiana Ex Libris, con 30 anni di attività, e che ha raccolto il patrimonio dell’Associazione Bnel di Milano.

La mostra è articolata in due sezioni: nella prima sono raccolte le incisioni della collezione storica dell’Associazione, con anche alcune xilografie di inizio ‘900, mentre nella seconda si possono ammirare i lavori realizzati dai più importanti artisti contemporanei. Accanto alle grafiche di Luigi Bompard, Celeste Guidi ed Ernesto Guffanti, sono esposte le calcografie dei grandi incisori di oggi, Jurij Jakovenko, Edward Penkov, Peter Velikov, Hristo Kerin, solo per citarne alcuni.

All’inaugurazione saranno presenti, tra gli altri, il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, Mario Zito, e Angelo Sampietro, presidente Aie. L’ingresso è gratuito da lunedì a sabato, dalle 17 alle 20. Al mattino su appuntamento chiamando il 3473012222.

Hai letto questi articoli?

“Abre los ojos”, documentari su cinema e ambiente

Quattro appuntamenti sul rapporto conflittuale tra uomo e natura, in una retrospettiva che si svolgerà all’Istituto Cervantes di Palermo

di Redazione

Uno sguardo ai “guasti” della globalizzazione e al rapporto tra comunità umane e natura. A questo è dedicata la rassegna “Abre los ojos”, a cura di Sole Luna Doc Film Festival, che prevede la proiezione di quattro documentari di registi spagnoli sulla questione ambientale e lo sfruttamento della terra. La retrospettiva si svolgerà all’Istituto Cervantes di Palermo, il 6, 13 e 20 febbraio.

Si comincia mercoledì alle 18, con “Desierto liquido”, di Alba Azaola e Daniel Carrasco. Girato in Spagna, Mauritania e Senegal, il documentario analizza da un punto di vista politico, sociale, economico e ambientale alcuni problemi relativi alla pesca eccessiva e a questo circolo vizioso e mortifero che essa innesca. Si prosegue mercoledì 13 con due proiezioni. Alle 18 sarà proeittato “Frontera invisible”, di Nicolás Richat & Nico Muzi, nella versione originale con sottotitoli in italiano. La storia vera di alcune comunità sudamericane intrappolate in una delle guerre più lunghe del pianeta, che coinvolge proprietari terrieri che producono olio di palma e contadini ed indigeni che vivono in quelle terre.

Seguirà “La fiebre del oro”, di Raul de la Fuente. Il documentario, nella versione originale sottotitolata in spagnolo, è ambientato a Cabo Delgado in Mozambico, dove la povertà della popolazione e la ricchezza del sottosuolo sono inconciliabili. Marcelino si addentra nella terra cercando rubini in un tunnel uguale a quello in cui morì suo fratello. Toni lavora in una miniera d’oro ormai in esaurimento. Sono solo due delle migliaia di storie di questo luogo nascosto del pianeta.

Concluderà la retrospettiva, mercoledì 20 febbraio alle 18, “El segreto del bosque”, di Antonio Grunfeld. Il documentario è dedicato alla foresta tropicale della Guinea Equatoriale, una delle poche foreste vergini che ancora esistono nel mondo. Sconosciuta e inesplorata, cela molti segreti all’interno del suo mantello vitale.

L’ingresso alle proiezioni è gratuito.

Quattro appuntamenti sul rapporto conflittuale tra uomo e natura, in una retrospettiva che si svolgerà all’Istituto Cervantes di Palermo

di Redazione

Uno sguardo ai “guasti” della globalizzazione e al rapporto tra comunità umane e natura. A questo è dedicata la rassegna “Abre los ojos”, a cura di Sole Luna Doc Film Festival, che prevede la proiezione di quattro documentari di registi spagnoli sulla questione ambientale e lo sfruttamento della terra. La retrospettiva si svolgerà all’Istituto Cervantes di Palermo, il 6, 13 e 20 febbraio.

Si comincia mercoledì alle 18, con “Desierto liquido”, di Alba Azaola e Daniel Carrasco. Girato in Spagna, Mauritania e Senegal, il documentario analizza da un punto di vista politico, sociale, economico e ambientale alcuni problemi relativi alla pesca eccessiva e a questo circolo vizioso e mortifero che essa innesca. Si prosegue mercoledì 13 con due proiezioni. Alle 18 sarà proeittato “Frontera invisible”, di Nicolás Richat & Nico Muzi, nella versione originale con sottotitoli in italiano. La storia vera di alcune comunità sudamericane intrappolate in una delle guerre più lunghe del pianeta, che coinvolge proprietari terrieri che producono olio di palma e contadini ed indigeni che vivono in quelle terre.

Seguirà “La fiebre del oro”, di Raul de la Fuente. Il documentario, nella versione originale sottotitolata in spagnolo, è ambientato a Cabo Delgado in Mozambico, dove la povertà della popolazione e la ricchezza del sottosuolo sono inconciliabili. Marcelino si addentra nella terra cercando rubini in un tunnel uguale a quello in cui morì suo fratello. Toni lavora in una miniera d’oro ormai in esaurimento. Sono solo due delle migliaia di storie di questo luogo nascosto del pianeta.

Concluderà la retrospettiva, mercoledì 20 febbraio alle 18, “El segreto del bosque”, di Antonio Grunfeld. Il documentario è dedicato alla foresta tropicale della Guinea Equatoriale, una delle poche foreste vergini che ancora esistono nel mondo. Sconosciuta e inesplorata, cela molti segreti all’interno del suo mantello vitale.

L’ingresso alle proiezioni è gratuito.

Hai letto questi articoli?
Le vie dei Tesori News

Send this to a friend