Basta un clic per salvare un’opera d’arte

Il contest de Le Vie dei Tesori quest’anno arriva a Trapani, si potrà votare per uno fra quattro beni che hanno bisogno di un restauro

di Ruggero Altavilla

Un gara per salvare un’opera d’arte. Torna il contest del festival Le Vie dei Tesori con cui si sceglierà uno fra quattro beni che necessitano di un restauro. Quest’anno il sondaggio si sposta a Trapani, dove per la prima volta l’anno scorso il festival è approdato con successo. Dopo il contest di Palermo, dove fu restaurato su salottino che fa bella mostra di sé a Palazzo Mirto e la seduta dei banchi dell’Oratorio delle Dame, tocca adesso alla Città falcata con quattro “tesori” che potranno essere votati fino al 15 marzo (questo il link per partecipare al sondaggio).

Si comincia con due preziosi corali manoscritti per le liturgie religiose in pergamena rivestite di pelle, che si trovano alla Biblioteca Fardelliana (che è titolare del bene) e provengono dalla chiesa di San Domenico. Realizzate nel XVI secolo, le pergamene presentano delle alterazioni alla colorazione originale e uno stato di degrado piuttosto evidente. In alcuni casi mancano lembi di pagine. Anche le rilegature in legno e pelle sono fatiscenti e mancanti del dorso. L’intervento riguarderà sia la rilegatura sia le pagine interne, in modo da bloccare l’avanzamento del degrado.

Particolare del Coro

Il secondo gioiello in gara è Il Coro delle Domenicane di Santa Caterina da Siena, che si trova nella chiesa di Santa Maria del Soccorso, detta Badia Nuova. La struttura lignea, risalente al XVIII secolo, risulta degradata e mancante in alcune parti sia nelle sedute sia nel parapetto. L’intervento riguarderà la struttura lignea, al fine di bloccarne il degrado, sistemare le parti danneggiate o mancanti e trattare il materiale con prodotti che ne blocchino il processo di degrado. Il bene è del Fec gestito dalla Diocesi.

La struttura decorativa del Crocifisso

C’è poi la struttura decorativa, con colonne e trabeazione, di coronamento al Crocifisso ligneo dell’abside collocato nella Cappella della Mortificazione. La superficie delle colonne lignee, del XVIII secolo, si presenta logorata dal corso del tempo e anche il sistema di trabeazione richiede un intervento per migliorarne sia la rifinitura sia il sostegno. L’intervento riguarderà colonne e trabeazione al fine di migliorarne il sostegno, e la rifinitura delle superfici. Il bene è della Diocesi.

La struttura lignea del Crocifisso

Infine, si potrà votare anche la scala a chiocciola di accesso alla torretta di Palazzo Riccio di San Gioacchino. Il bene è in ferro e si presenta in uno stato avanzato di ossidazione. L’intervento previsto servirà a bloccare l’ossidazione del ferro attraverso la pulitura e l’applicazione di prodotti che proteggano il materiale dagli agenti atmosferici. Appartiene al Libero consorzio comunale.

Il contest de Le Vie dei Tesori quest’anno arriva a Trapani, si potrà votare per uno fra quattro beni che hanno bisogno di un restauro

di Ruggero Altavilla

Un gara per salvare un’opera d’arte. Torna il contest del festival Le Vie dei Tesori con cui si sceglierà uno fra quattro beni che necessitano di un restauro. Quest’anno il sondaggio si sposta a Trapani, dove per la prima volta l’anno scorso il festival è approdato con successo. Dopo il contest di Palermo, dove fu restaurato su salottino che fa bella mostra di sé a Palazzo Mirto e la seduta dei banchi dell’Oratorio delle Dame, tocca adesso alla Città falcata con quattro “tesori” che potranno essere votati fino al 15 marzo (questo il link per partecipare al sondaggio).

Uno dei corali da salvare

Si comincia con due preziosi corali manoscritti per le liturgie religiose in pergamena rivestite di pelle, che si trovano alla Biblioteca Fardelliana (che è titolare del bene) e provengono dalla chiesa di San Domenico. Realizzate nel XVI secolo, le pergamene presentano delle alterazioni alla colorazione originale e uno stato di degrado piuttosto evidente. In alcuni casi mancano lembi di pagine. Anche le rilegature in legno e pelle sono fatiscenti e mancanti del dorso. L’intervento riguarderà sia la rilegatura sia le pagine interne, in modo da bloccare l’avanzamento del degrado.

Particolare del Coro

Il secondo gioiello in gara è Il Coro delle Domenicane di Santa Caterina da Siena, che si trova nella chiesa di Santa Maria del Soccorso, detta Badia Nuova. La struttura lignea, risalente al XVIII secolo, risulta degradata e mancante in alcune parti sia nelle sedute sia nel parapetto. L’intervento riguarderà la struttura lignea, al fine di bloccarne il degrado, sistemare le parti danneggiate o mancanti e trattare il materiale con prodotti che ne blocchino il processo di degrado. Il bene è del Fec gestito dalla Diocesi.

La struttura decorativa del Crocifisso

C’è poi la struttura decorativa, con colonne e trabeazione, di coronamento al Crocifisso ligneo dell’abside collocato nella Cappella della Mortificazione. La superficie delle colonne lignee, del XVIII secolo, si presenta logorata dal corso del tempo e anche il sistema di trabeazione richiede un intervento per migliorarne sia la rifinitura sia il sostegno. L’intervento riguarderà colonne e trabeazione al fine di migliorarne il sostegno, e la rifinitura delle superfici. Il bene è della Diocesi.

La scala a chiocciola

Infine, si potrà votare anche la scala a chiocciola di accesso alla torretta di Palazzo Riccio di San Gioacchino. Il bene è in ferro e si presenta in uno stato avanzato di ossidazione. L’intervento previsto servirà a bloccare l’ossidazione del ferro attraverso la pulitura e l’applicazione di prodotti che proteggano il materiale dagli agenti atmosferici. Appartiene al Libero consorzio comunale.

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Premiati progetti creativi per Ballarò e Danisinni

ll rudere di una chiesa diventerà un teatro e nascerà una cucina sociale, due idee che diventano realtà grazie agli incassi della tassa di soggiorno

di Ruggero Altavilla

Nuovi volti di una Palermo che cambia. A Ballarò, il rudere di una chiesa diventerà un teatro all’aperto, che sostituirà una discarica abusiva. A Danisinni, invece, nascerà una cucina sociale che unirà laboratori culinari e un ristorante no profit pensato per residenti e turisti. Sono questi i progetti vincitori del voto indetto dal Comune di Palermo e Airbnb per chiedere ai cittadini come destinare parte dei proventi dell’imposta di soggiorno raccolta dal colosso dell’home sharing.

Uno scorcio di Danisinni

Nei mesi scorsi i palermitani sono stati coinvolti nel progetto “Danisinni e Ballarò intransito” (ve ne abbiamo parlato qui), con laboratori di quartiere in cui sono state condivise varie idee per il rinnovamento di alcune aree urbane. Successivamente le migliori proposte sono state messe ai voti e sono stati così selezionati i due vincitori, rispettivamente “Ballarart” per Ballarò e “Cucina Solidale” per Danisinni. L’esito della consultazione pubblica è stato presentato ieri a Palazzo delle Aquile alla presenza del sindaco Leoluca Orlando e dell’amministratore delegato di Airbnb Italia, Matteo Frigerio.

Così, i ruderi della chiesa del Santissimo Crocifisso all’Albergheria, su cui il pittore Igor Scalisi Palminteri ha realizzato il murales raffigurante San Benederto il Moro, diventeranno uno spazio polifunzionale per iniziative culturali del quartiere, dal cinema all’aperto, alle esibizioni teatrali, ai concerti. È il progetto “Ballarart”, il più votato del quartiere, con l’obiettivo di riqualificare ciò che resta della chiesa, crollata sessant’anni fa, e da allora utilizzata come discarica abusiva. Vince a Danisinni, invece, il progetto “Cucina solidale nel borgo-fattoria”, con cui si darà vita a una cucina sociale. L’intervento prevede l’acquisto di una cucina professionale per la fattoria sociale della parrocchia di Sant’Agnese, attività di scuola e laboratorio sulla cucina a chilometro zero, l’avvio di un ristorante no-profit e di servizi per cittadini e turisti.

Matteo Frigerio e Leoluca Orlando

Grazie a questo progetto, il 10 per cento di quanto raccolto con la tassa di soggiorno, che Airbnb ha scelto di non trattenere, come previsto dalla normativa locale, sarà destinato a progetti scelti dalla cittadinanza. I due progetti vincitori si divideranno, dunque, 40mila euro per realizzare le nuove attività. La collaborazione tra Airbnb e il Comune per la raccolta digitale dell’imposta di soggiorno è iniziata nell’aprile 2018 e ha consentito il riversamento automatico dell’imposta per oltre 500mila euro. Palermo è stata una delle prime città d’Italia a stipulare una convenzione con il portale; oggi sono oltre 15 i comuni dove Airbnb si fa carico dell’adempimento per conto degli host.

“Due vincitori, ma in realtà tanti vincitori. Tutti coloro che hanno partecipato a questo concorso e tutti coloro che vivono e animano Danisinni e Ballarò – ha dichiarato il sindaco, Leoluca Orlando – . Credo però che ad aver vinto sia anche lo spirito di collaborazione e sinergia fra l’amministrazione comunale e Airbnb, uno spirito andato ben oltre la ‘normale’ collaborazione fra pubblico e privato, animato da sensibilità e amore per la nostra città”.

ll rudere di una chiesa diventerà un teatro e nascerà una cucina sociale, due idee che diventano realtà grazie agli incassi della tassa di soggiorno

di Ruggero Altavilla

Nuovi volti di una Palermo che cambia. A Ballarò, il rudere di una chiesa diventerà un teatro all’aperto, che sostituirà una discarica abusiva. A Danisinni, invece, nascerà una cucina sociale che unirà laboratori culinari e un ristorante no profit pensato per residenti e turisti. Sono questi i progetti vincitori del voto indetto dal Comune di Palermo e Airbnb per chiedere ai cittadini come destinare parte dei proventi dell’imposta di soggiorno raccolta dal colosso dell’home sharing.

Uno scorcio di Danisinni

Nei mesi scorsi i palermitani sono stati coinvolti nel progetto “Danisinni e Ballarò intransito” (ve ne abbiamo parlato qui), con laboratori di quartiere in cui sono state condivise varie idee per il rinnovamento di alcune aree urbane. Successivamente le migliori proposte sono state messe ai voti e sono stati così selezionati i due vincitori, rispettivamente “Ballarart” per Ballarò e “Cucina Solidale” per Danisinni. L’esito della consultazione pubblica è stato presentato ieri a Palazzo delle Aquile alla presenza del sindaco Leoluca Orlando e dell’amministratore delegato di Airbnb Italia, Matteo Frigerio.

Così, i ruderi della chiesa del Santissimo Crocifisso all’Albergheria, su cui il pittore Igor Scalisi Palminteri ha realizzato il murales raffigurante San Benederto il Moro, diventeranno uno spazio polifunzionale per iniziative culturali del quartiere, dal cinema all’aperto, alle esibizioni teatrali, ai concerti. È il progetto “Ballarart”, il più votato del quartiere, con l’obiettivo di riqualificare ciò che resta della chiesa, crollata sessant’anni fa, e da allora utilizzata come discarica abusiva. Vince a Danisinni, invece, il progetto “Cucina solidale nel borgo-fattoria”, con cui si darà vita a una cucina sociale. L’intervento prevede l’acquisto di una cucina professionale per la fattoria sociale della parrocchia di Sant’Agnese, attività di scuola e laboratorio sulla cucina a chilometro zero, l’avvio di un ristorante no-profit e di servizi per cittadini e turisti.

Matteo Frigerio e Leoluca Orlando

Grazie a questo progetto, il 10 per cento di quanto raccolto con la tassa di soggiorno, che Airbnb ha scelto di non trattenere, come previsto dalla normativa locale, sarà destinato a progetti scelti dalla cittadinanza. I due progetti vincitori si divideranno, dunque, 40mila euro per realizzare le nuove attività. La collaborazione tra Airbnb e il Comune per la raccolta digitale dell’imposta di soggiorno è iniziata nell’aprile 2018 e ha consentito il riversamento automatico dell’imposta per oltre 500mila euro. Palermo è stata una delle prime città d’Italia a stipulare una convenzione con il portale; oggi sono oltre 15 i comuni dove Airbnb si fa carico dell’adempimento per conto degli host.

“Due vincitori, ma in realtà tanti vincitori. Tutti coloro che hanno partecipato a questo concorso e tutti coloro che vivono e animano Danisinni e Ballarò – ha dichiarato il sindaco, Leoluca Orlando – . Credo però che ad aver vinto sia anche lo spirito di collaborazione e sinergia fra l’amministrazione comunale e Airbnb, uno spirito andato ben oltre la ‘normale’ collaborazione fra pubblico e privato, animato da sensibilità e amore per la nostra città”.

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Le Vie dei Tesori, esperienze e dati a confronto

Giornata di studi sugli effetti virtuosi innescati dalla manifestazione, capace di moltiplicare i visitatori e suscitare interessi e curiosità

di Ruggero Altavilla

Le Vie dei Tesori modello innovativo di promozione dei beni culturali. Il festival che ogni anno trasforma le città in musei diffusi, aprendo le porte di chiese, palazzi e monumenti a centinaia di cittadini e turisti, è diventato ormai una delle manifestazioni culturali più importanti d’Italia.

All’effetto moltiplicatore del festival, che l’anno scorso ha chiuso la 12esima edizione con 365mila visitatori in tutta la Sicilia, è dedicata una giornata di studi dal titolo “I dati del Festival e le esperienze a confronto”, che si svolgerà venerdì 1 febbraio alle 10,30, nella sede dell’assessorato regionale dei Beni culturali, in via Delle Croci, a Palermo.

Si discuterà degli effetti innescati dalla manifestazione, capace di moltiplicare i visitatori, ma soprattutto suscitare interesse e curiosità che, come una cascata, ricadono su altri luoghi. Al centro dell’incontro, una ricerca curata dall’Osservatorio turistico delle Isole europee, che mette in evidenza gli aspetti virtuosi del festival.

Saranno presenti l’assessore Sebastiano Tusa, il dirigente generale dell’assessorato Sergio Alessandro, il direttore del Cricd, Caterina Greco e numerosi responsabili di poli museali e sovrintendenze regionali.

La ricerca, realizzata dall’Otie, sarà presentata dal suo presidente Giovanni Ruggieri, docente di Economia del Turismo. Per parte universitaria parteciperanno il prorettore Paolo Inglese e il docente di Marketing Carlo Amenta. Testimonianze di Lina Bellanca, soprintendente ai Beni culturali di Palermo; Francesca Spatafora, direttore del Museo archeologico Salinas di Palermo; Caterina Di Giacomo, direttore del Polo regionale di Messina; Luigi Biondo, soprintendente ai Beni culturali di Agrigento e direttore del Polo museale di Trapani.

Giornata di studi sugli effetti virtuosi innescati dalla manifestazione, capace di moltiplicare i visitatori e suscitare interessi e curiosità

di Ruggero Altavilla

Le Vie dei Tesori modello innovativo di promozione dei beni culturali. Il festival che ogni anno trasforma le città in musei diffusi, aprendo le porte di chiese, palazzi e monumenti a centinaia di cittadini e turisti, è diventato ormai una delle manifestazioni culturali più importanti d’Italia.

All’effetto moltiplicatore del festival, che l’anno scorso ha chiuso la 12esima edizione con 365mila visitatori in tutta la Sicilia, è dedicata una giornata di studi dal titolo “I dati del Festival e le esperienze a confronto”, che si svolgerà venerdì 1 febbraio alle 10,30, nella sede dell’assessorato regionale dei Beni culturali, in via Delle Croci, a Palermo.

Si discuterà degli effetti innescati dalla manifestazione, capace di moltiplicare i visitatori, ma soprattutto suscitare interesse e curiosità che, come una cascata, ricadono su altri luoghi. Al centro dell’incontro, una ricerca curata dall’Osservatorio turistico delle Isole europee, che mette in evidenza gli aspetti virtuosi del festival.

Saranno presenti l’assessore Sebastiano Tusa, il dirigente generale dell’assessorato Sergio Alessandro, il direttore del Cricd, Caterina Greco e numerosi responsabili di poli museali e sovrintendenze regionali.

La ricerca, realizzata dall’Otie, sarà presentata dal suo presidente Giovanni Ruggieri, docente di Economia del Turismo. Per parte universitaria parteciperanno il prorettore Paolo Inglese e il docente di Marketing Carlo Amenta. Testimonianze di Lina Bellanca, soprintendente ai Beni culturali di Palermo; Francesca Spatafora, direttore del Museo archeologico Salinas di Palermo; Caterina Di Giacomo, direttore del Polo regionale di Messina; Luigi Biondo, soprintendente ai Beni culturali di Agrigento e direttore del Polo museale di Trapani.

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I Borbone e l’archeologia, incontri al Museo Salinas

Con le conferenze dei due storici, Pasquale Hamel e Daniele Palermo, hanno preso il via gli appuntamenti che accompagneranno la mostra. Presente anche la principessa Beatrice

di Ruggero Altavilla

Storia e vita quotidiana a Palermo al tempo dei Borbone. Si è aperto, lunedì scorso, il ciclo di incontri che accompagnerà, in questi primi mesi dell’anno, la mostra “Palermo Capitale del Regno. I Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei”, organizzata dal museo Salinas – che la ospita fino al 31 marzo – in collaborazione con il Museo archeologico nazionale di Napoli, il Parco Archeologico di Pompei e CoopCulture (ve ne abbiamo parlato qui).

Francesca Spatafora e Beatrice di Borbone

La conferenza, organizzata dalla delegazione di Sicilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio in collaborazione col Museo Salinas, ha avuto come madrina la principessa Beatrice di Borbone, che ha visitato la mostra dedicata al ruolo del regno borbonico nel campo dell’archeologia. Nel corso dell’incontro, aperto dal direttore del Salinas, Francesca Spatafora, si sono svolte le conferenze dei due storici, Pasquale Hamel e Daniele Palermo, che hanno tracciato la storia della politica archeologica della Real Casa di Borbone e quella di Palermo come capitale del Regno.Tra gli ospiti presenti anche fra Luigi Naselli, gran priore del Sovrano militare Ordine di Malta per Napoli e Sicilia, il barone Vincenzo Calefati di Canalotti, delegato melitense per la Sicilia Occidentale e il delegato vicario Antonio Di Janni. Nel corso della serata sono stati consegnati alcuni riconoscimenti per l’impegno della principessa di Borbone nella realizzazione e mantenimento del progetto “Briciole di salute”, che da oltre cinque anni assiste i bambini fino a tre anni.

Pasquale Hamel, Francesca Spatafora e Daniele Palermo

L’obiettivo degli incontri è quello di raccontare e analizzare alcuni aspetti legati alla storia, alla vita quotidiana, alla gestione del patrimonio culturale al tempo dei Borbone, così da avere un quadro quanto più completo possibile di un periodo che segnò profondamente, pur tra tante ombre, la storia dell’Isola fin dal 1734, quando Carlo di Borbone mosse alla conquista delle Due Sicilie, e che si concluse solo nel 1860 con la spedizione dei Mille e la successiva annessione al Regno d’Italia.

Con le conferenze dei due storici, Pasquale Hamel e Daniele Palermo, hanno preso il via gli appuntamenti che accompagneranno la mostra. Presente anche la principessa Beatrice

di Ruggero Altavilla

Storia e vita quotidiana a Palermo al tempo dei Borbone. Si è aperto, lunedì scorso, il ciclo di incontri che accompagnerà, in questi primi mesi dell’anno, la mostra “Palermo Capitale del Regno. I Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei”, organizzata dal museo Salinas – che la ospita fino al 31 marzo – in collaborazione con il Museo archeologico nazionale di Napoli, il Parco Archeologico di Pompei e CoopCulture (ve ne abbiamo parlato qui).

Francesca Spatafora e Beatrice di Borbone

La conferenza, organizzata dalla delegazione di Sicilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio in collaborazione col Museo Salinas, ha avuto come madrina la principessa Beatrice di Borbone, che ha visitato la mostra dedicata al ruolo del regno borbonico nel campo dell’archeologia. Nel corso dell’incontro, aperto dal direttore del Salinas, Francesca Spatafora, si sono svolte le conferenze dei due storici, Pasquale Hamel e Daniele Palermo, che hanno tracciato la storia della politica archeologica della Real Casa di Borbone e quella di Palermo come capitale del Regno.Tra gli ospiti presenti anche fra Luigi Naselli, gran priore del Sovrano militare Ordine di Malta per Napoli e Sicilia, il barone Vincenzo Calefati di Canalotti, delegato melitense per la Sicilia Occidentale e il delegato vicario Antonio Di Janni. Nel corso della serata sono stati consegnati alcuni riconoscimenti per l’impegno della principessa di Borbone nella realizzazione e mantenimento del progetto “Briciole di salute”, che da oltre cinque anni assiste i bambini fino a tre anni.

Francesca Spatafora e Beatrice di Borbone

L’obiettivo degli incontri è quello di raccontare e analizzare alcuni aspetti legati alla storia, alla vita quotidiana, alla gestione del patrimonio culturale al tempo dei Borbone, così da avere un quadro quanto più completo possibile di un periodo che segnò profondamente, pur tra tante ombre, la storia dell’Isola fin dal 1734, quando Carlo di Borbone mosse alla conquista delle Due Sicilie, e che si concluse solo nel 1860 con la spedizione dei Mille e la successiva annessione al Regno d’Italia.

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Attraverso i luoghi del Gattopardo

Un viaggio letterario alla Biblioteca centrale di Palermo, 60 anni dopo il capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, per ripercorrere suggestioni care all’autore.

di Ruggero Altavilla

“La amavo con abbandono assoluto. E la amo adesso, quando da dodici anni non è più che un ricordo”. Cosi scriveva di Palazzo Lampedusa l’autore del Gattopardo, Giuseppe Tomasi, rimpiangendo un luogo reso irriconoscibile dai bombardamenti alleati del 1943. Tale era stata la distruzione della dimora da costringere lo scrittore a trasferirsi nel borgo di Ficarra fino all’armistizio. E tanti sono i luoghi cari evocati in diverse occasioni tra le pagine del suo capolavoro. 

Come la descrizione del tragitto in carrozza di don Fabrizio attraverso le strade e i vicoli di una Palermo notturna, o il soggiorno a Ficarra, appunto, una tappa importante del suo vissuto. Ora, quei luoghi amati, narrati e pieni di suggestioni saranno al centro di un incontro mercoledì 5 dicembre alle 16.30 nella Biblioteca centrale della Regione siciliana di Palermo intitolata appunto “I luoghi del Gattopardo”. L’iniziativa, a 60 anni dalla pubblicazione del capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è organizzata dalla Biblioteca centrale, da BCsicilia, dal Centro studi “La Donnafugata del Gattopardo”, in collaborazione con l’assessorato e il dipartimento regionale Beni culturali.

Era stata la moglie di Tomasi, Alexandra Wolff Stomersee detta “Licy”, “la signora che portò Freud in Sicilia”, a spingere lo scrittore a scrivere per superare il dolore per la distruzione di Palazzo Lampedusa: “Avevo vissuto la stessa storia – diceva Licy – non potevo tornare nel mio castello, ma la luna è uguale in ogni posto, inizia a scrivere, fai rivivere i tuoi avi, fai entrare nel palazzo la tua storia”.

Ma tanti sono i luoghi siciliani cari allo scrittore che si nascondono tra le righe delle sue opere, come nel celebre racconto “La sirena” dove a essere evocata come scenario è la città di Augusta.

L’incontro alla biblioteca regionale sarà cosi un viaggio attraverso le pagine di uno dei classici più amati del Novecento per riannodare i fili del legame viscerale e antico che Tomasi ha con i luoghi dell’Isola, come per un flâneur che trasforma le sue esplorazioni in processo creativo.

A intervenire saranno Carlo Pastena, direttore della biblioteca, Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia, Giuseppe Cusmano, presidente del Centro Studi “La Donnafugata del Gattopardo” e poi Maria Antonietta Ferraloro, autrice di diversi saggi sul Gattopardo. L’iniziativa si tiene nell’ambito della mostra “Il set del Gattopardo in 300 immagini”, di cui vi abbiamo parlato qui.

Un viaggio letterario alla Biblioteca centrale di Palermo, 60 anni dopo il capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, per ripercorrere suggestioni care all’autore

di Ruggero Altavilla

“La amavo con abbandono assoluto. E la amo adesso, quando da dodici anni non è più che un ricordo”. Cosi scriveva di Palazzo Lampedusa l’autore del Gattopardo, Giuseppe Tomasi, rimpiangendo un luogo reso irriconoscibile dai bombardamenti alleati del 1943. Tale era stata la distruzione della dimora da costringere lo scrittore a trasferirsi nel borgo di Ficarra fino all’armistizio. E tanti sono i luoghi cari evocati in diverse occasioni tra le pagine del suo capolavoro. 

Come la descrizione del tragitto in carrozza di don Fabrizio attraverso le strade e i vicoli di una Palermo notturna, o il soggiorno a Ficarra, appunto, una tappa importante del suo vissuto. Ora, quei luoghi amati, narrati e pieni di suggestioni saranno al centro di un incontro mercoledì 5 dicembre alle 16.30 nella Biblioteca centrale della Regione siciliana di Palermo intitolata appunto “I luoghi del Gattopardo”. L’iniziativa, a 60 anni dalla pubblicazione del capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è organizzata dalla Biblioteca centrale, da BCsicilia, dal Centro studi “La Donnafugata del Gattopardo”, in collaborazione con l’assessorato e il dipartimento regionale Beni culturali.

Era stata la moglie di Tomasi, Alexandra Wolff Stomersee detta “Licy”, “la signora che portò Freud in Sicilia”, a spingere lo scrittore a scrivere per superare il dolore per la distruzione di Palazzo Lampedusa: “Avevo vissuto la stessa storia – diceva Licy – non potevo tornare nel mio castello, ma la luna è uguale in ogni posto, inizia a scrivere, fai rivivere i tuoi avi, fai entrare nel palazzo la tua storia”.

Ma tanti sono i luoghi siciliani cari allo scrittore che si nascondono tra le righe delle sue opere, come nel celebre racconto “La sirena” dove a essere evocata come scenario è la città di Augusta.

L’incontro alla biblioteca regionale sarà cosi un viaggio attraverso le pagine di uno dei classici più amati del Novecento per riannodare i fili del legame viscerale e antico che Tomasi ha con i luoghi dell’Isola, come per un flâneur che trasforma le sue esplorazioni in processo creativo.

A intervenire saranno Carlo Pastena, direttore della biblioteca, Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia, Giuseppe Cusmano, presidente del Centro Studi “La Donnafugata del Gattopardo” e poi Maria Antonietta Ferraloro, autrice di diversi saggi sul Gattopardo. L’iniziativa si tiene nell’ambito della mostra “Il set del Gattopardo in 300 immagini”, di cui vi abbiamo parlato qui.

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Al teatro Massimo ultimi appuntamenti per Nuove musiche

Concerti, incontri e un viaggio sonoro tra Palermo e Francoforte con il compositore Gianni Gebbia: sono solo alcune delle chicche previste per la quinta edizione della manifestazione

di Ruggero Altavilla

Un viaggio sonoro che simboleggia l’incontro tra due culture e due città che hanno manifestato un’attrazione storica reciproca, Francoforte e Palermo: si apre così l’appuntamento di domani al teatro Massimo per la quinta edizione di “Nuove musiche”, la rassegna realizzata in collaborazione con il Conservatorio di Palermo.

L’inizio alle 19, nella sala Onu del teatro, per la conversazione di Dario Oliveri con Heiner Goebbels e Gianni Gebbia e, a seguire, alle 20.30 il concerto del compositore e regista Goebbels, uno degli esponenti principali della scena musicale e teatrale contemporanea, e del sassofonista e compositore palermitano Gebbia, nel segno di una Wunderkammer sonora in cui appaiono vari reperti musicali: da frammenti di Hanns Eisler a canti di lavoro della tradizione etnica siciliana, da sperimentazioni estreme ad echi dalla tradizione classica europea.

Sabato 1 dicembre ancora un incontro tra musica e parole, in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro Massimo, alle 17.30 in sala Onu verrà presentato il volume di Pietro Misuraca “Il suono, il silenzio, l’ascolto. La musica di Salvatore Sciarrino dagli anni Sessanta a oggi” da Amalia Collisani, Stefano Lombardi Vallauri e Gaetano Mercadante, con il coordinamento di Anna Tedesco. A eseguire musiche di Sciarrino saranno Adalgisa Badano (pianoforte), Eva Geraci  (flauto), Alessandro Librio (violino) e Perla Manfrè (arpa).

Infine, tre saranno gli appuntamenti previsti per la giornata conclusiva di Nuove Musiche: domenica 2 dicembre alle ore 18 la proiezione del documentario “Per Aldo Clementi” realizzato da Giuseppe Cantone e Dario Miozzi che, attraverso le parole del compositore Clementi e dei suoi contemporanei racconta la sua attività, con particolare attenzione alle Settimane internazionali Nuova musica di Palermo.

A seguire, alle 19, l’incontro “Umanissime trascendenze di suono. Panorama problematico delle nuove composizioni”, con Stefano Lombardi Vallauri, docente di Musicologia e storia della musica all’Università IULM di Milano, che descriverà e discuterà criticamente le più significative tendenze della musica degli ultimi trent’anni.
Il concerto conclusivo sarà alle 20.30 in Sala grande con un programma dedicato a Johannes Brahms, anticipo del ciclo di concerti imperniato sul compositore nella stagione 2019, e ad Aldo Clementi.

Il mezzosoprano Marianna Pizzolato eseguirà in apertura la Rapsodia per contralto, con il Coro del Teatro Massimo diretto da Piero Monti. Il soprano Gabriella Costa e il contralto Adriana Di Paola eseguiranno poi la Rapsodia n. 1 per soprano, contralto e orchestra di Aldo Clementi, composta nel 1994 per l’Orchestra dello Staatstheater di Stoccarda su commissione di Gabriele Ferro, che ne era all’epoca Generalmusikdirektor (dal 1991 al 1997). In conclusione la Sinfonia n. 2 in re maggiore di Brahms. Informazioni e biglietti al botteghino del teatro Massimo.

Concerti, incontri e un viaggio sonoro tra Palermo e Francoforte con il compositore Gianni Gebbia: sono solo alcune delle chicche previste per la quinta edizione della manifestazione

di Ruggero Altavilla

Un viaggio sonoro che simboleggia l’incontro tra due culture e due città che hanno manifestato un’attrazione storica reciproca, Francoforte e Palermo: si apre così l’appuntamento di domani al teatro Massimo per la quinta edizione di “Nuove musiche”, la rassegna realizzata in collaborazione con il Conservatorio di Palermo.

L’inizio alle 19, nella sala Onu del teatro, per la conversazione di Dario Oliveri con Heiner Goebbels e Gianni Gebbia e, a seguire, alle 20.30 il concerto del compositore e regista Goebbels, uno degli esponenti principali della scena musicale e teatrale contemporanea, e del sassofonista e compositore palermitano Gebbia, nel segno di una Wunderkammer sonora in cui appaiono vari reperti musicali: da frammenti di Hanns Eisler a canti di lavoro della tradizione etnica siciliana, da sperimentazioni estreme ad echi dalla tradizione classica europea.

Sabato 1 dicembre ancora un incontro tra musica e parole, in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro Massimo, alle 17.30 in sala Onu verrà presentato il volume di Pietro Misuraca “Il suono, il silenzio, l’ascolto. La musica di Salvatore Sciarrino dagli anni Sessanta a oggi” da Amalia Collisani, Stefano Lombardi Vallauri e Gaetano Mercadante, con il coordinamento di Anna Tedesco. A eseguire musiche di Sciarrino saranno Adalgisa Badano (pianoforte), Eva Geraci  (flauto), Alessandro Librio (violino) e Perla Manfrè (arpa).

Infine, tre saranno gli appuntamenti previsti per la giornata conclusiva di Nuove Musiche: domenica 2 dicembre alle ore 18 la proiezione del documentario “Per Aldo Clementi” realizzato da Giuseppe Cantone e Dario Miozzi che, attraverso le parole del compositore Clementi e dei suoi contemporanei racconta la sua attività, con particolare attenzione alle Settimane internazionali Nuova musica di Palermo.

A seguire, alle 19, l’incontro “Umanissime trascendenze di suono. Panorama problematico delle nuove composizioni”, con Stefano Lombardi Vallauri, docente di Musicologia e storia della musica all’Università IULM di Milano, che descriverà e discuterà criticamente le più significative tendenze della musica degli ultimi trent’anni.
Il concerto conclusivo sarà alle 20.30 in Sala grande con un programma dedicato a Johannes Brahms, anticipo del ciclo di concerti imperniato sul compositore nella stagione 2019, e ad Aldo Clementi.

Il mezzosoprano Marianna Pizzolato eseguirà in apertura la Rapsodia per contralto, con il Coro del Teatro Massimo diretto da Piero Monti. Il soprano Gabriella Costa e il contralto Adriana Di Paola eseguiranno poi la Rapsodia n. 1 per soprano, contralto e orchestra di Aldo Clementi, composta nel 1994 per l’Orchestra dello Staatstheater di Stoccarda su commissione di Gabriele Ferro, che ne era all’epoca Generalmusikdirektor (dal 1991 al 1997). In conclusione la Sinfonia n. 2 in re maggiore di Brahms. Informazioni e biglietti al botteghino del teatro Massimo.

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Un percorso ad acquerelli sulle tracce della storia

Sarà un viaggio illustrato attraverso piante e varietà botaniche nei siti archeologici siciliani, come i viaggiatori del Grand Tour. La mostra anticipa la pubblicazione di un libro

di Ruggero Altavilla

È un viaggio illustrato sulle orme del Grand tour attraverso 79 acquerelli che ripercorrono la storia del territorio: “The Garlands of the Gods. Wild Flowers from the Greek Ruins of Sicily” è il titolo di una mostra che sarà inaugurata venerdì 14 Dicembre alle 16, nella Sala Tineo dell’Orto Botanico di Palermo.

La raccolta di acquerelli di Susan Pettee, illustratrice botanica americana, ritrae la flora che fa capolino tra le rovine greche della Sicilia. Un percorso nella bellezza, nella natura e nella storia secolare dell’Isola, da intraprendere con lo stesso spirito di fascinazione che guidava i viaggiatori del Grand tour.

La mostra anticipa la pubblicazione di un libro di cultura botanica, nato dall’incontro tra la scrittrice Mary Taylor Simeti e l’illustratrice Susan Pettee. Le due donne accomunate dalle stesse passioni per l’archeologia e la botanica, e animate dalle medesime suggestioni che tre secoli prima avevano sperimentato i viaggiatori del Grand Tour, si sono impegnate in un progetto pluriennale di esplorazione di alcuni dei siti classici più importanti dell’isola (come Segesta, Selinunte, Siracusa, Agrigento, Morgantina).

Il loro obiettivo è aiutare nell’identificazione dei principali fiori che crescono nei siti archeologici dell’isola, trasmettendo la loro curiosità e il loro amore per queste “creature a cui spetta alleviare la pena delle rovine con la loro gentilezza”. Il titolo della mostra rimanda all’immagine di questi fiori che, facendo capolino tra le antiche rovine, sembrano intrecciarsi quasi a formare una ghirlanda, un omaggio a quegli dei in onore dei quali sono stati eretti quei templi.

La mostra è articolata in quattro sezioni distinte dal colore dei fiori, al fine di semplificarne il riconoscimento; una sezione a parte è dedicata alle piante più comuni della ‘macchia mediterranea’. Ogni dipinto è accompagnato dai testi della scrittrice Mary Taylor Simeti che associa ad ogni fiore ritratto qualche nozione mitologica, letteraria o storica.
La mostra sarà visitabile fino al 20 febbraio 2019, tutti i giorni dalle 9 alle 17.

Sarà un viaggio illustrato attraverso piante e varietà botaniche nei siti archeologici siciliani, come i viaggiatori del Grand Tour. La mostra anticipa la pubblicazione di un libro

di Ruggero Altavilla

È un viaggio illustrato sulle orme del Grand tour attraverso 79 acquerelli che ripercorrono la storia del territorio: “The Garlands of the Gods. Wild Flowers from the Greek Ruins of Sicily” è il titolo di una mostra che sarà inaugurata venerdì 14 Dicembre alle 16, nella Sala Tineo dell’Orto Botanico di Palermo.

La raccolta di acquerelli di Susan Pettee, illustratrice botanica americana, ritrae la flora che fa capolino tra le rovine greche della Sicilia. Un percorso nella bellezza, nella natura e nella storia secolare dell’Isola, da intraprendere con lo stesso spirito di fascinazione che guidava i viaggiatori del Grand tour.

La mostra anticipa la pubblicazione di un libro di cultura botanica, nato dall’incontro tra la scrittrice Mary Taylor Simeti e l’illustratrice Susan Pettee. Le due donne accomunate dalle stesse passioni per l’archeologia e la botanica, e animate dalle medesime suggestioni che tre secoli prima avevano sperimentato i viaggiatori del Grand Tour, si sono impegnate in un progetto pluriennale di esplorazione di alcuni dei siti classici più importanti dell’isola (come Segesta, Selinunte, Siracusa, Agrigento, Morgantina).

Il loro obiettivo è aiutare nell’identificazione dei principali fiori che crescono nei siti archeologici dell’isola, trasmettendo la loro curiosità e il loro amore per queste “creature a cui spetta alleviare la pena delle rovine con la loro gentilezza”. Il titolo della mostra rimanda all’immagine di questi fiori che, facendo capolino tra le antiche rovine, sembrano intrecciarsi quasi a formare una ghirlanda, un omaggio a quegli dei in onore dei quali sono stati eretti quei templi.

La mostra è articolata in quattro sezioni distinte dal colore dei fiori, al fine di semplificarne il riconoscimento; una sezione a parte è dedicata alle piante più comuni della ‘macchia mediterranea’. Ogni dipinto è accompagnato dai testi della scrittrice Mary Taylor Simeti che associa ad ogni fiore ritratto qualche nozione mitologica, letteraria o storica.
La mostra sarà visitabile fino al 20 febbraio 2019, tutti i giorni dalle 9 alle 17.

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Nuove musiche al teatro Massimo

Prosegue la rassegna dedicata al contemporaneo, tra concerti e incontri. Giovedi l’attrice Galatea Ranzi leggerà una selezione di brani in omaggio a Incardona

di Ruggero Altavilla

È l’attenzione ai compositori siciliani il filo rosso che lega tutti gli appuntamenti di “Nuove musiche”, la rassegna del teatro Massimo dedicata alla musica contemporanea ora alla sua quinta edizione. Le musiche dei giovani autori legati al conservatorio di Palermo sottolineano la collaborazione tra le due istituzioni e lo sguardo attento rivolto al contemporaneo. Denso il calendario di appuntamenti, tra concerti e incontri.

Domani, alle 17.30 in sala Onu, Ivano Cavallini, docente di Storia della musica all’Università di Palermo presenta insieme all’autore il libro di Federico Capitoni “Canone boreale. 100 opere del ’900 musicale (colto sopra l’equatore)”. Capitoni ha composto un ‘canone’ di cento opere della musica colta del ‘900, una guida per orientarsi fra la miriade di capolavori e opere straordinarie che ne hanno delineato il paesaggio sonoro. 

Sempre domani alle 20.30 al Conservatorio Scarlatti ci sarà un concerto di musica elettroacustica con le musiche di Giuseppe Rapisarda, Giorgio Satta, Pietro Bonanno, Giorgio Cascio, Manfredi Clemente, Luca Rizzo, Maksym Kokoiev, Roberto Palazzolo, Mario Crispi, Alberto Tudisca, Ignazio Parisi e Marco Accardi. Mercoledi alle 20.30 la Sala Onu del Teatro Massimo accoglierà il concerto di un ensemble di sax e percussioni del conservatorio di Palermo. In programma opere di Salvatore Passantino, Marco Salvaggio, Fabiano Spanu, Giuseppe Rapisarda e Sextet per due vibrafoni, tre marimbe, due pianoforti e due tastiere elettroniche di Steve Reich.

Infine, giovedi 29 novembre alle 20.30 ancora nella sala Onu del Massimo, ci sarà il concerto “Il suono delle cose” in omaggio a Federico Incardona. Il titolo proviene infatti da una frase del compositore, del quale ricorre quest’anno il sessantesimo anniversario della nascita. Le musiche di Francesco Pennisi, Aldo Clementi, Marco Spagnolo, Giovanni Saitta, Giovanni Sollima e ovviamente dello stesso Incardona saranno eseguite da L’Offerta musicale ensemble con la direzione di Claudia Patanè e l’attrice Galatea Ranzi che leggerà una selezione di scritti di Federico Incardona curata da Marco Spagnolo.

Prosegue la rassegna dedicata al contemporaneo, tra concerti e incontri. Giovedi l’attrice Galatea Ranzi leggerà una selezione di brani in omaggio a Incardona

di Ruggero Altavilla

È l’attenzione ai compositori siciliani il filo rosso che lega tutti gli appuntamenti di “Nuove musiche”, la rassegna del teatro Massimo dedicata alla musica contemporanea ora alla sua quinta edizione. Le musiche dei giovani autori legati al conservatorio di Palermo sottolineano la collaborazione tra le due istituzioni e lo sguardo attento rivolto al contemporaneo. Denso il calendario di appuntamenti, tra concerti e incontri.

Domani, alle 17.30 in sala Onu, Ivano Cavallini, docente di Storia della musica all’Università di Palermo presenta insieme all’autore il libro di Federico Capitoni “Canone boreale. 100 opere del ’900 musicale (colto sopra l’equatore)”. Capitoni ha composto un ‘canone’ di cento opere della musica colta del ‘900, una guida per orientarsi fra la miriade di capolavori e opere straordinarie che ne hanno delineato il paesaggio sonoro. 

Sempre domani alle 20.30 al Conservatorio Scarlatti ci sarà un concerto di musica elettroacustica con le musiche di Giuseppe Rapisarda, Giorgio Satta, Pietro Bonanno, Giorgio Cascio, Manfredi Clemente, Luca Rizzo, Maksym Kokoiev, Roberto Palazzolo, Mario Crispi, Alberto Tudisca, Ignazio Parisi e Marco Accardi. Mercoledi alle 20.30 la Sala Onu del Teatro Massimo accoglierà il concerto di un ensemble di sax e percussioni del conservatorio di Palermo. In programma opere di Salvatore Passantino, Marco Salvaggio, Fabiano Spanu, Giuseppe Rapisarda e Sextet per due vibrafoni, tre marimbe, due pianoforti e due tastiere elettroniche di Steve Reich.

Infine, giovedi 29 novembre alle 20.30 ancora nella sala Onu del Massimo, ci sarà il concerto “Il suono delle cose” in omaggio a Federico Incardona. Il titolo proviene infatti da una frase del compositore, del quale ricorre quest’anno il sessantesimo anniversario della nascita. Le musiche di Francesco Pennisi, Aldo Clementi, Marco Spagnolo, Giovanni Saitta, Giovanni Sollima e ovviamente dello stesso Incardona saranno eseguite da L’Offerta musicale ensemble con la direzione di Claudia Patanè e l’attrice Galatea Ranzi che leggerà una selezione di scritti di Federico Incardona curata da Marco Spagnolo.

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A Trapani l’opera buffa va di scena

“Il matrimonio segreto” di Cimarosa, capolavoro del settecento musicale sarà rappresentato con un cast quasi interamente siciliano. Al centro, l’amore contrastato di Paolino e Carolina, tra equivoci e segreti

di Ruggero Altavilla

È l’opera più rappresentativa del settecento musicale italiano e andrà in scena con un cast quasi interamente siciliano: è il “Matrimonio segreto”, opera di Domenico Cimarosa, massima espressione del repertorio buffo che sarà al centro della stagione invernale dell’ente luglio musicale trapanese. Stasera e domani, alle 21 al teatro Tonino Pardo (presso il conservatorio ‘Scontrino’) l’orchestra dell’ente luglio diretta dal maestro Andrea Certa avrò la direzione di Natale De Carolis, mentre le scene e i costumi saranno di Danilo Coppola. Spasimanti segreti sono Paolino e Carolina, che decidono di sposarsi di nascosto, mentre Geronimo, il padre di Carolina, sordo, avaro e ricco mercante (padrone di Paolino), sogna altri partiti.

A complicare la vicenda saranno diversi personaggi, come il conte Robinson, ricco pretendente inglese, Elisetta, la sorella di Carolina, dispettosa, ambiziosa e maligna (destinata in nozze dal padre al conte Robinson), e la zia Fidalma, ricca vedova che ha investito i suoi capitali nelle imprese del fratello Geronimo, presa anch’essa da un’ardente passione per il giovane Paolino. Ma ulteriori intrecci nella trama sconvolgono i piani di fuga della coppia.


Nei panni del signor Geronimo Fabio Cucciardi, Carolina sarà interpretata da Miriam Carsana mentre Roberto De Gennaro Crescenti sarà Paolino, Federica Sardella interpreta Elisetta e Marta Biondo, Fidalma. Infine, a fare il conte Robinson sarà Fabio Mario La Mattina. “La nostra  produzione  considerando la straordinaria  modernità  del  testo  e della musica,  sarà  attualizzata, valorizzando  però il “sapore  e  il  colore”  di  una rappresentazione teatrale – spiega il regista – un intreccio di eventi e situazioni: equivoci, ambizione, amore, passione, dolore  e gelosia, questi gli ingredienti.

Nonostante ci siano solo sei artisti  senza coro, l’opera cattura e coinvolge il pubblico e lo rende partecipe della magia, dell’eleganza e della sapienza compositiva di Cimarosa. Andrea Certa, responsabile della programmazione lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, spiega così la scelta dell’ente: “Puntiamo alla collaborazione di giovani cantanti lirici siciliani, per valorizzarli, fungendo a volte anche da “palestra” per il loro percorso artistico. I grandi risultati raggiunti da questi artisti ci rendono particolarmente orgogliosi”. “Far rivivere l’Opera da salotto, una tradizione di fine ‘800, creando una rara intimità tra cantanti, strumentisti e pubblico, avvicinando un pubblico trasversale è il nostro obiettivo”, dice Giovanni De Santis, direttore artistico e consigliere delegato dell’ Ente Luglio Musicale Trapanese. Per informazioni sui biglietti e i costi è possibile visitare il sito della rassegna.

“Il matrimonio segreto” di Cimarosa, capolavoro del settecento musicale sarà rappresentato con un cast quasi interamente siciliano. Al centro, l’amore contrastato di Paolino e Carolina, tra equivoci e segreti

di Ruggero Altavilla

È l’opera più rappresentativa del settecento musicale italiano e andrà in scena con un cast quasi interamente siciliano: è il “Matrimonio segreto”, opera di Domenico Cimarosa, massima espressione del repertorio buffo che sarà al centro della stagione invernale dell’ente luglio musicale trapanese. Stasera e domani, alle 21 al teatro Tonino Pardo (presso il conservatorio ‘Scontrino’) l’orchestra dell’ente luglio diretta dal maestro Andrea Certa avrò la direzione di Natale De Carolis, mentre le scene e i costumi saranno di Danilo Coppola. Spasimanti segreti sono Paolino e Carolina, che decidono di sposarsi di nascosto, mentre Geronimo, il padre di Carolina, sordo, avaro e ricco mercante (padrone di Paolino), sogna altri partiti.

A complicare la vicenda saranno diversi personaggi, come il conte Robinson, ricco pretendente inglese, Elisetta, la sorella di Carolina, dispettosa, ambiziosa e maligna (destinata in nozze dal padre al conte Robinson), e la zia Fidalma, ricca vedova che ha investito i suoi capitali nelle imprese del fratello Geronimo, presa anch’essa da un’ardente passione per il giovane Paolino. Ma ulteriori intrecci nella trama sconvolgono i piani di fuga della coppia.


Nei panni del signor Geronimo Fabio Cucciardi, Carolina sarà interpretata da Miriam Carsana mentre Roberto De Gennaro Crescenti sarà Paolino, Federica Sardella interpreta Elisetta e Marta Biondo, Fidalma. Infine, a fare il conte Robinson sarà Fabio Mario La Mattina. “La nostra  produzione  considerando la straordinaria  modernità  del  testo  e della musica,  sarà  attualizzata, valorizzando  però il “sapore  e  il  colore”  di  una rappresentazione teatrale – spiega il regista – un intreccio di eventi e situazioni: equivoci, ambizione, amore, passione, dolore  e gelosia, questi gli ingredienti.

Nonostante ci siano solo sei artisti  senza coro, l’opera cattura e coinvolge il pubblico e lo rende partecipe della magia, dell’eleganza e della sapienza compositiva di Cimarosa. Andrea Certa, responsabile della programmazione lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, spiega così la scelta dell’ente: “Puntiamo alla collaborazione di giovani cantanti lirici siciliani, per valorizzarli, fungendo a volte anche da “palestra” per il loro percorso artistico. I grandi risultati raggiunti da questi artisti ci rendono particolarmente orgogliosi”. “Far rivivere l’Opera da salotto, una tradizione di fine ‘800, creando una rara intimità tra cantanti, strumentisti e pubblico, avvicinando un pubblico trasversale è il nostro obiettivo”, dice Giovanni De Santis, direttore artistico e consigliere delegato dell’ Ente Luglio Musicale Trapanese. Per informazioni sui biglietti e i costi è possibile visitare il sito della rassegna.

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Al Metropolitan “Una Stagione a 4 stelle”

In scena un classico di De Filippo, “Non ti pago”, con la compagnia di Gilberto Idonea e il figlio Alessandro nel ruolo che fu del padre, recentemente scomparso

di Ruggero Altavilla

Può lo spirito di un caro estinto prendere un abbaglio e apparire in sogno per comunicare i numeri vincenti alla persona sbagliata? È intorno a questa idea che ruota “Non ti pago”, spettacolo in tre atti di Edoardo De Filippo che ora andrà in scena a Catania per la regia di Gilberto Idonea, ripresa dal figlio Alessandro. A lui infatti, spetta il compito di portare avanti la stagione al teatro Metropolitan di Catania avviata dal padre, recentemente scomparso, volto noto al pubblico siciliano per le numerose interpretazioni sul piccolo e grande schermo.

Sabato 24 alle 17.30 al Metropolitan l’avvio dunque di “Una stagione a 4 Stelle” (gli spettacoli successivi andranno in scena alle 21 e poi domenica 25 alle 17.30) con la Compagnia di Gilberto Idonea e il figlio Alessandro nel ruolo che doveva essere di suo padre, di cui riprende anche la regia. “Non ti pago”, che ha debuttato negli Anni 40, è stata definita da alcuni una fiaba a lieto fine, mentre Eduardo la riteneva “una commedia comica che faceva molto ridere, ma anche la più tragica che avesse mai scritto e rappresentato”.

La versione proposta per “Una stagione a 4 Stelle – Gilberto Idonea” rispetta fino in fondo l’opera di De Filippo, puntando sul ritmo e sulle sfumature dei movimenti scenici e di quel parlato che qui però, è in siciliano piuttosto che in napoletano. Una scelta che non tradisce il teatro di Eduardo De Filippo, ma anzi ne sottolinea, omaggiandolo, la scelta all’avanguardia per quei tempi: in una fase di sperimentazione per un uso diverso e innovativo della lingua italiana nel teatro, De Filippo testava e valutava anche l’effetto del dialetto, attingendo a piene mani alla ricchezza sconfinata della tradizione. La commedia gira intorno ai numeri del lotto, alla smorfia che nel Napoletano interpreta ogni evento quotidiano in un ritmo crescente che sfiorerà la tragedia.

Completano il cast Loredana Marino, Angela sapienza, Gino Astorina, Carlo kaneba, Simone Pappalardo, Chiara Seminara, Antonella Cirrone e Nellina Fichera. Per informazioni, è possibile contattare il teatro Metropolitan di Catania al numero 095322323 (dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20).

In scena un classico di De Filippo, “Non ti pago”, con la compagnia di Gilberto Idonea e il figlio Alessandro nel ruolo che fu del padre, recentemente scomparso

di Ruggero Altavilla

Può lo spirito di un caro estinto prendere un abbaglio e apparire in sogno per comunicare i numeri vincenti alla persona sbagliata? È intorno a questa idea che ruota “Non ti pago”, spettacolo in tre atti di Edoardo De Filippo che ora andrà in scena a Catania per la regia di Gilberto Idonea, ripresa dal figlio Alessandro. A lui infatti, spetta il compito di portare avanti la stagione al teatro Metropolitan di Catania avviata dal padre, recentemente scomparso, volto noto al pubblico siciliano per le numerose interpretazioni sul piccolo e grande schermo.

Sabato 24 alle 17.30 al Metropolitan l’avvio dunque di “Una stagione a 4 Stelle” (gli spettacoli successivi andranno in scena alle 21 e poi domenica 25 alle 17.30) con la Compagnia di Gilberto Idonea e il figlio Alessandro nel ruolo che doveva essere di suo padre, di cui riprende anche la regia. “Non ti pago”, che ha debuttato negli Anni 40, è stata definita da alcuni una fiaba a lieto fine, mentre Eduardo la riteneva “una commedia comica che faceva molto ridere, ma anche la più tragica che avesse mai scritto e rappresentato”.

La versione proposta per “Una stagione a 4 Stelle – Gilberto Idonea” rispetta fino in fondo l’opera di De Filippo, puntando sul ritmo e sulle sfumature dei movimenti scenici e di quel parlato che qui però, è in siciliano piuttosto che in napoletano. Una scelta che non tradisce il teatro di Eduardo De Filippo, ma anzi ne sottolinea, omaggiandolo, la scelta all’avanguardia per quei tempi: in una fase di sperimentazione per un uso diverso e innovativo della lingua italiana nel teatro, De Filippo testava e valutava anche l’effetto del dialetto, attingendo a piene mani alla ricchezza sconfinata della tradizione. La commedia gira intorno ai numeri del lotto, alla smorfia che nel Napoletano interpreta ogni evento quotidiano in un ritmo crescente che sfiorerà la tragedia.

Completano il cast Loredana Marino, Angela sapienza, Gino Astorina, Carlo kaneba, Simone Pappalardo, Chiara Seminara, Antonella Cirrone e Nellina Fichera. Per informazioni, è possibile contattare il teatro Metropolitan di Catania al numero 095322323 (dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20).

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