Sicilia “calamita” per i turisti: è la regione che cresce di più

L’Isola ha aumentato le presenze italiane del 9,5 per cento. La provincia di Messina è prima, seguita da Palermo, Trapani e Catania

di Giulio Giallombardo

Sono sempre di più i turisti che scelgono la Sicilia per trascorrere le loro vacanze. Anche l’Isola segue la scia positiva che l’anno scorso ha attraversato il resto d’Italia, dove i flussi turistici sono aumentati – secondo i dati provvisori dell’Istat – con un incremento pari a 428 milioni di presenze. La Sicilia è la regione italiana ad essere cresciuta di più, con un aumento di presenze italiane del 9,5 per cento. Il numero è tratto dalla relazione presentata dal direttore del dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, Roberto Menducci, nel corso dell’audizione alla Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei deputati.

Il Teatro antico di Taormina

Sono cinque le regioni in cui si concentra oltre la metà delle presenze di italiani e il 64,7 per cento di quelle degli stranieri, secondo i dati Istat: il Veneto con uno share del 16,5 per cento sul totale presenze, il Trentino Alto Adige con l’11,9 per cento, la Toscana con il 10,9, l’Emilia Romagna con il 9,5 e la Lombardia con il 9,4. Tuttavia, la Sicilia è la regione migliore in termini di crescita, mentre sul podio per gli arrivi degli stranieri ci sono Sardegna, Puglia e Calabria.

I tetti della Cattedrale di Palermo

Secondo i dati provvisori dell’Istat, elaborati dall’Osservatorio del Dipartimento regionale Turismo, Sport e Spettacolo, il totale delle presenze turistiche in Sicilia nel 2018 si attesta a 15.136.705 con un aumento del 2,9 per cento rispetto al 2017. La provincia di Messina è prima per numero di presenze con 3.490.476, seguita da Palermo con 3.289.014, cresciuta del 10,3 per cento, e Trapani con 2.374.398. Seguono Catania (2.115.164), Siracusa (1.330.106), Ragusa (1.137.468), Agrigento (1.021.719), Caltanissetta (248.949) ed Enna (129.411).

Code all’ingresso del Palazzo Reale di Palermo

“La Sicilia inizia ad avere una propria autonomia grazie alla sua insularità”, spiega a Le Vie dei Tesori News, Giovanni Ruggieri, presidente dell’Otie, l’Osservatorio turistico delle isole europee e professore di Economia dell’Industria turistica all’Università di Palermo. “L’Isola comincia ad essere autonoma agli occhi del mondo come realtà insulare, – aggiunge Ruggieri – per questo ha aumentato il suo appeal. Il concetto di isola ha un’attrattiva molto forte che rende un luogo unico rispetto agli altri. Poi la crescita è dovuta anche agli eventi che la Sicilia ha ospitato e al fatto che è un luogo più sicuro rispetto agli altri paesi del Mediterraneo. Insomma, comincia a diventare un’isola non solo da visitare una volta, ma in cui si può tornare”.

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