Alberto Angela, laurea al “cantore” dei beni culturali

Lo scrittore e divulgatore scientifico ha ricevuto il riconoscimento dall’Università di Palermo in un’affollata cerimonia nella Sala delle Capriate dello Steri

di Giulio Giallombardo

“Questo è un riconoscimento alla bellezza del nostro patrimonio, io non faccio altro che descriverlo, portandolo nelle case di tutti”. Così Alberto Angela commenta la laurea “honoris causa” in Comunicazione del patrimonio culturale che gli è stata conferita questa mattina dall’Università di Palermo. Una cerimonia affollatissima, presa d’assalto da tanti giovani, che sin dalle prime ore della mattina si sono accalcati davanti ai cancelli dello Steri. Il paleontologo e scrittore che racconta come pochi altri storie, luoghi e monumenti del mondo, riuscendo a coniugare il rigore scientifico con la divulgazione di massa, è stato accolto calorosamente nella Sala delle Capriate, dopo aver visitato il soffitto ligneo della Sala Magna, che ha definito “una dichiarazione d’amore per l’arte”.

Fabrizio Micari e Alberto Angela (foto: Mario Virga)

Dopo i saluti del rettore Fabrizio Micari, di Girolamo Cusimano, presidente della Scuola di Scienze umane, e di Michele Cometa, direttore del Dipartimento Culture e Società, la cerimonia è entrata nel vivo con la lettura della motivazione da parte di Salvo Vaccaro, coordinatore del Consiglio dei corsi di studi in Scienze delle Comunicazione. “Quando abbiamo voluto trasformare in un volto, in un corpo, in una persona, il complesso dei processi comunicativi del patrimonio culturale – ha spiegato Vaccaro – è stato immediato e spontaneo individuare in Alberto Angela il personaggio esemplare oggi più accreditato in grado di comunicarci la vita del passato. Incorpora non solo lo scienziato capace di farci comprendere con parole sobrie tutta la complessa trama di relazioni che contornano quel bene di volta in volta presentato, ma anche l’umanista in grado di saperci comunicare quel soffio vitale che lega l’umano di oggi con quello di ieri”.

Un momento della cerimonia

Nella laudatio, invece, la docente di filosofia politica, Serena Marcenò, ha tracciato un completo profilo biografico di Angela, sottolineando la capacità creativa di dare vita a un modello che abbia come oggetto un patrimonio culturale “pane quotidiano da condividere, che produce un interesse sempre più diffuso per la bellezza e la tutela dei beni comuni”. Da qui l’esigenza di nuove figure professionali anche alla luce delle tante manifestazioni di promozione dei beni culturali che, negli ultimi anni, sono diventate sempre più importanti. A questo proposito, nel corso della “laudatio”, è stata citata l’esperienza del Festival Le Vie dei Tesori, nato tredici anni fa proprio all’interno dell’Università di Palermo e che – ha osservato la docente – “ormai si espande come attività professionale, curata e promossa, guarda caso, da un team di esperti della comunicazione”.

La cerimonia nella Sala delle Capriate

Infine, prima del conferimento della laurea da parte del rettore, la lectio magistralis di Alberto Angela, che ha puntato sull’importanza della divulgazione nel campo dei beni culturali. “È importante creare un ponte tra il mondo della ricerca e la gente comune – ha detto lo scrittore e divulgatore scientifico – . A questo proposito non è facile parlare di scienza in televisione, perché bisogna sempre tener conto degli ascolti che si fanno. Noi ci lanciamo in missioni impossibili, ma veniamo premiati dagli italiani. Ciò significa che siamo un popolo che ha il piacere della scoperta, la voglia d’imparare e di non essere inebetiti. Ma quello che mi fa più piacere è aver scoperto che a seguirci ci sono tantissimi giovani, come anche in questa sala e fuori, devo dire che questa è la più bella speranza. Possiamo tramandare quest’antico fuoco che è la cultura solo a menti attive che abbiano voglia di imparare, e io ne vedo tanti e ho molta fiducia in loro”.

Lo scrittore e divulgatore scientifico ha ricevuto il riconoscimento dall’Università di Palermo in un’affollata cerimonia nella Sala delle Capriate dello Steri

di Giulio Giallombardo

“Questo è un riconoscimento alla bellezza del nostro patrimonio, io non faccio altro che descriverlo, portandolo nelle case di tutti”. Così Alberto Angela commenta la laurea “honoris causa” in Comunicazione del patrimonio culturale che gli è stata conferita questa mattina dall’Università di Palermo. Una cerimonia affollatissima, presa d’assalto da tanti giovani, che sin dalle prime ore della mattina si sono accalcati davanti ai cancelli dello Steri. Il paleontologo e scrittore che racconta come pochi altri storie, luoghi e monumenti del mondo, riuscendo a coniugare il rigore scientifico con la divulgazione di massa, è stato accolto calorosamente nella Sala delle Capriate, dopo aver visitato il soffitto ligneo della Sala Magna, che ha definito “una dichiarazione d’amore per l’arte”.

Fabrizio Micari e Alberto Angela (foto: Mario Virga)

Dopo i saluti del rettore Fabrizio Micari, di Girolamo Cusimano, presidente della Scuola di Scienze umane, e di Michele Cometa, direttore del Dipartimento Culture e Società, la cerimonia è entrata nel vivo con la lettura della motivazione da parte di Salvo Vaccaro, coordinatore del Consiglio dei corsi di studi in Scienze delle Comunicazione. “Quando abbiamo voluto trasformare in un volto, in un corpo, in una persona, il complesso dei processi comunicativi del patrimonio culturale – ha spiegato Vaccaro – è stato immediato e spontaneo individuare in Alberto Angela il personaggio esemplare oggi più accreditato in grado di comunicarci la vita del passato. Incorpora non solo lo scienziato capace di farci comprendere con parole sobrie tutta la complessa trama di relazioni che contornano quel bene di volta in volta presentato, ma anche l’umanista in grado di saperci comunicare quel soffio vitale che lega l’umano di oggi con quello di ieri”.

Un momento della cerimonia

Nella laudatio, invece, la docente di filosofia politica, Serena Marcenò, ha tracciato un completo profilo biografico di Angela, sottolineando la capacità creativa di dare vita a un modello che abbia come oggetto un patrimonio culturale “pane quotidiano da condividere, che produce un interesse sempre più diffuso per la bellezza e la tutela dei beni comuni”. Da qui l’esigenza di nuove figure professionali anche alla luce delle tante manifestazioni di promozione dei beni culturali che, negli ultimi anni, sono diventate sempre più importanti. A questo proposito, nel corso della “laudatio”, è stata citata l’esperienza del Festival Le Vie dei Tesori, nato tredici anni fa proprio all’interno dell’Università di Palermo e che – ha osservato la docente – “ormai si espande come attività professionale, curata e promossa, guarda caso, da un team di esperti della comunicazione”.

La cerimonia nella Sala delle Capriate

Infine, prima del conferimento della laurea da parte del rettore, la lectio magistralis di Alberto Angela, che ha puntato sull’importanza della divulgazione nel campo dei beni culturali. “È importante creare un ponte tra il mondo della ricerca e la gente comune – ha detto lo scrittore e divulgatore scientifico – . A questo proposito non è facile parlare di scienza in televisione, perché bisogna sempre tener conto degli ascolti che si fanno. Noi ci lanciamo in missioni impossibili, ma veniamo premiati dagli italiani. Ciò significa che siamo un popolo che ha il piacere della scoperta, la voglia d’imparare e di non essere inebetiti. Ma quello che mi fa più piacere è aver scoperto che a seguirci ci sono tantissimi giovani, come anche in questa sala e fuori, devo dire che questa è la più bella speranza. Possiamo tramandare quest’antico fuoco che è la cultura solo a menti attive che abbiano voglia di imparare, e io ne vedo tanti e ho molta fiducia in loro”.

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